Auto blu? il governo ne ha vendute 150. E ne ha comprate 300.

Ne scrive Anna Morgantini per Il Fatto Quotidiano:

Non chiamatele auto blu, per carità. Fa troppo cafone. Soprattutto da quando Matteo Renzi l’anno scorso ne ha messe all’asta ben 150 su eBay, ricavandone a fatica 900mila euro. Ma per ognuna di quelle 150 di cui ci siamo liberati, oggi ne sono in arrivo ben due: 150 berline e 155 fuoristrada. Specialissime, stavolta. Basta leggere il bando pubblicato dalla Consip il 28 ottobre (qui) con scadenza il prossimo 26 gennaio, alle ore 16, per capire il perché: si tratta di macchine cosiddette “protette”, cioè variamente rinforzate o blindate, per cui andremo a spendere 40 volte l’incasso ottenuto grazie a eBay. La base d’asta (sia pure al ribasso) per il primo lotto, 150 berline tre volumi, è infatti di 16 milioni e 200 mila euro, 108 mila euro a vettura, che salgono a 145 mila per ognuno dei 155 fuoristrada del secondo lotto, per un totale di quasi 22 milioni e mezzo. Esborso previsto, ribasso escluso: 36 milioni, 680 mila e 350 euro. E senza contare l’Iva.

Sembra quasi una beffa ai Cinque Stelle, che erano riusciti a far passare alla Camera lo scorso marzo la proposta di legge presentata da Giorgio Sorial per imporre una drastica riduzione delle “autovetture di servizio o di rappresentanza delle pubbliche amministrazioni” (oggi è tutto fermo al Senato).

Ma ufficialmente qui la storia è ben diversa: i mezzi non sono semplici auto di servizio o di rappresentanza, ma blindati (gli standard più usati vanno dal più leggero B4 al pesante B6, che deve resistere a ripetuti colpi di Kalashnikov AK-47 con proiettili da 7,62 millimetri, oltre a vari generi di esplosivi) che dovrebbero essere destinati innanzitutto a servizi come le scorte ad autorità o personalità minacciate, in primis i magistrati antimafia, o il trasferimento dei detenuti ad alto rischio. Qualche Cinque Stelle però storce il naso: non è escluso che qualche auto protetta finisca, con una scusa o con l’altra, ai furbetti che non vogliono correre il rischio di perdere il trasporto gratis.

Quante sono oggi le macchine blindate, e chi ne beneficia esattamente? Mistero. Il censimento delle auto blu iniziato dal Formez  su disposizione dell’allora ministro Renato Brunetta, è ancora largamente incompleto e non distingue tra le auto blindate e le normalivetture di servizio che compongono l’autoparco pubblico (23.203 esemplari in circolazione nel 2015, contro i 66.619 del 2014), anche perché molte amministrazioni non hanno mai fornito i dati necessari.

Secondo le stime dei sindacati di polizia, comunque, le auto blindate dovrebbero essere almeno 800. Ed è vero che più volte i magistrati antimafia hanno protestato perché devono utilizzare mezzi vecchi o decrepiti, con perfino 3 o 400mila chilometri sul groppone; ma negli ultimi anni i nuovi acquisti sono stati imponenti: decine di Bmw, Thesis, Mercedes, Audi. Perfino Maserati.

Con qualche esagerazione ormai leggendaria. Celebre per esempio il parco macchine del Dap, il dipartimento dell’amministrazione penitenziaria, ai tempi del direttore Franco Ionta, che da solo disponeva di sette automobili (era al livello massimo di protezione), compresa una Maserati blindata. O quello del ministero della Difesa negli anni di Ignazio La Russa, ben otto Maserati blindate, poi vendute (e a fatica) nella celebre asta su eBay. Il maggior numero di autovetture protette è però del Viminale, che non ha mai fornito numeri precisi sulle quattro ruote corazzate in suo possesso (sicuramente superano quota 500) né l’elenco dei tanti beneficiari. E’ l’Ucis, l’Ufficio centrale interforze per la sicurezza personale, a decidere a chi assegnare una scorta di primo livello (secondo il Nuovo sindacato di polizia sarebbero 17 in tutto), con tre auto blindate e una decina di agenti, o di secondo livello (un’ottantina di casi) con due macchine e sei agenti; al terzo livello di rischio (312 casi) basta una sola vettura (e due agenti).

Ma anche il Quirinale, la Camera, il Senato e la presidenza del Consiglio hanno le loro macchine a prova di bomba. E persino qualche sindaco e qualche governatore di regione. A partire da Rosario Crocetta: nel 2014 ha pubblicato un bando, come rivelato dal Fatto, per noleggiare 5 auto blindate a 1 milione 440mila euro (+ Iva) per 48 mesi, quasi 6mila euro al mese per ogni macchina a sua esclusiva protezione. Certo, è il governatore più scortato d’Italia e forse anche d’Europa. Ma perché esigere un’auto blindata pure a Bruxelles, dove le sue visite sono rarissime?

Forse perché c’è stata una mutazione antropologica, in questi anni. E oggi non è più l’auto blu, ma l’auto blindata (con scorta, ovviamente, al seguito) a garantire lo status (cioè l’intoccabilità) del vero potente. Anche se non ha veramente bisogno. Quanto a chi salga davvero, poi, su quella macchina dai finestrini oscurati, è talmente misterioso da avere indotto il senatore leghista Stefano Candiani, nel 2014, a un’interrogazione al ministro dell’Interno, raccontando un episodio avvenuto a lui personalmente il 12 marzo, attorno alle ore 23.30, a due passi dal Pantheon: in via degli Orfani è stato “sfiorato da quattro autovetture, di grossa cilindrata, che a tutta velocità percorrevano la via” e si fermavano vicino all’hotel Senato per far scendere una persona; poi ripartivano, sempre a folle velocità, col lampeggiante acceso. Per caso il ministro Alfano saprebbe dire “chi fossero i soggetti trasportati” su quel mezzo blindato, e magari è in grado di specificare “l’eventuale presenza a bordo della signora Agnese Landini” coniugata Renzi? Il marito non c’era, è pronto a giurare Candiani, che ha subito tirato fuori il cellulare per immortalare l’evento e le targhe. E’ legittimo che la scorta scarrozzasse la signora? Il ministro non gli ha mai risposto.


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