Pomigliano miniera moderna e contrattualizzata

Ho pensato a lungo alla vicenda degli operai Fiat di Pomigliano. Ho pensato anche a come si potrebbe dipingere una situazione che stride con ogni diritto del lavoro eppure, anche questa, sembra diventata una battaglia ideologica o una nota di meridionalismo di spettacolo. Poi ho letto quello che ha scritto Lidia Ravera e mi ci sono ritrovato. Per intero.

I Cipputi di Lidia Ravera

La classe operaia, fino al 1980, doveva “dirigere tutto”. O almeno così si cantava, in piazza. Dall’80 all’89 ha incominciato ad abbassare la testa, sotto l’urto della ristrutturazione. Con la caduta dei regimi comunisti, sono stai “liberati” lavoratori che non aveva mai avuto il permesso di lottare,a dispetto di quello che si cantava in piazza. I malpagati del secondo mondo. Con la globalizzazione, ai malpagati si sono sommati gli affamati. Malpagati e affamati sono accolti a calci se si affacciano al primo mondo, ma tornano utili se restano nel loro, così la Fiat cambia “mondo”, e risparmia. Per riavere la fabbrica a Pomigliano, la classe operaia deve accettare turni di 8 ore senza mangiare, 2 settimane l’anno di straordinario, A “pari condizioni” lavorano soltanto gli ufo-robot. Il prossimo “ente inutile” da chiudere sarà, probabilmente, il Sindacato.

http://www.unita.it/news/lidia_ravera/100103/i_cipputi

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