Anomalie di bilancio: il funerale della cultura

A rileggere il Piano di Rinascita Democratica del Venerabile Licio Gelli ad uso e consumo degli uomini della loggia massonica P2 c’è un punto che (per deformazione professionale) mi ha sempre lasciato un brivido. Dice: abbattimento delle aliquote per donazioni e contributi a fondazioni scientifiche e culturali riconosciute, allo scopo di sollecitare l’autofinanziamento premiando il reinvestimento del profitto.

Sembrerebbe il delirio di onnipotenza di un macchiavellico e arrogante progetto di monocrazia. Una macchia ad ammutolire la visione “responsabilizzante” di George Steiner che scrive: una cultura autentica è caratterizzata dall’incoraggiamento di una formazione di base focalizzata sulla comprensione, sull’apprezzamento e sulla trasmissione delle opere migliori prodotte ieri e oggi dalla ragione e dalla fantasia. Una cultura autentica fa di quel tipo di risposta percettiva una funzione morale e politica fondamentale. Trasforma quella «risposta» in «responsabilità», costringe quella risonanza a «essere responsabile» davanti alle occorrenze mentali eccelse.

Nel bilancio regionale lombardi la cultura (o meglio il Fondo Unico Regionale per lo Spettacolo (FURS) nel quale confluiscono le risorse di  parte corrente destinate al finanziamento di progetti, iniziative ed attività realizzati nell’ambito dello spettacolo) marcisce per prepararsi a sparire: nel bilancio di previsione del prossimo triennio 2011- 2012 – 2013  sono stati drasticamente ridotti gli stanziamenti destinati al fondo unico regionale per lo spettacolo mentre al fondo unico regionale d’investimento per lo spettacolo non viene destinata alcuna previsione di destinazione di risorse.

Si uccide la cultura per ammaestrare meglio un paese. Noi proviamo a riportarla in Consiglio.

ORDINE DEL GIORNO AL PDL 61

BILANCIO DI PREVISIONE PER L’ESERCIZIO FINANZIARIO 2011 E BILANCIO PLURIENNALE 2011/2013 A LEGISLAZIONE VIGENTE E PROGRAMMATICO

IL CONSIGLIO REGIONALE DELLA LOMBARDIA

CONSTATATO CHE

Lo Spettacolo ha rappresentato nel corso della storia un elemento importante e fondante dell’identità culturale dei popoli costituendo una delle prime forme di espressione artistica attraverso la quale uomini e donne hanno potuto esprimere e condividere con gli altri esperienze, sentimenti e fantasie;

CONSTATATO INOLTRE CHE

Nel corso degli anni lo Spettacolo si è rivelato essere una sorta di specchio della storia della società, svolgendo un ruolo importante per la collettività;

PREMESSO CHE

Con la legge regionale quadro sullo spettacolo del 2008, il Consiglio regionale, riconoscendo nello Spettacolo una componente essenziale della cultura, nonché un fattore di sviluppo sociale ed economico, oltre ad assicurare l’autonomia e la libertà della produzione, della programmazione e dell’iniziativa imprenditoriale si è impegnata, nel rispetto delle leggi nazionali e delle convenzioni internazionali, nelle forme e nei modi da esse consentiti, a promuovere iniziative atte a sostenere la tutela dell’opera dell’ingegno musicale, teatrale, cinematografico, coreografico, in quanto presupposto fondamentale per la continuità e lo sviluppo delle attività di spettacolo;

PREMESSO INOLTRE CHE

La deliberazione-quadro triennale, quale strumento di programmazione degli interventi nel settore dello spettacolo, su proposta della Giunta è approvata dal Consiglio regionale e in attuazione della stessa, la Giunta regionale approva annualmente un programma d’interventi con il quale definisce, in particolare, le tipologie di interventi articolati per ambito, i tempi di realizzazione, la ripartizione delle risorse finanziarie tra i diversi settori;

ATTESO CHE

In base a tale legge è istituito il Fondo Unico Regionale per lo Spettacolo (FURS) nel quale confluiscono le risorse di  parte corrente destinate al finanziamento di progetti, iniziative ed attività realizzati nell’ambito dello spettacolo;

ATTESO INOLTRE CHE

Il FURS raccoglie tutte le risorse a disposizione del settore – compresi i trasferimenti dal FUS nazionale, sui quali si autorizza la Regione a effettuare anticipazioni di cassa agli enti destinatari – e le ripartisce tra i soggetti attraverso un meccanismo che coinvolge sia le autonomie territoriali sia gli operatori culturali;

RILEVATO CHE

Nello stesso convergono anche i contributi annuali che la Regione eroga agli enti di maggiore rilevanza al fine di consentire una gestione unitaria e trasparente delle risorse che, in un momento di grave crisi del circuito teatrale, assume un ruolo fondamentale per la creazione di nuovi progetti culturali;

RILEVATO INOLTRE CHE

L’ammontare del suddetto fondo è stabilito ogni anno con legge regionale di bilancio;

VERIFICATO CHE

Nel bilancio di previsione del prossimo triennio 2011- 2012 – 2013  sono stati drasticamente ridotti gli stanziamenti destinati al fondo unico regionale per lo spettacolo mentre al fondo unico regionale d’investimento per lo spettacolo non viene destinata alcuna previsione di destinazione di risorse;

IMPEGNA IL PRESIDENTE E LA GIUNTA REGIONALE

Ad attuare gli strumenti più idonei affinché nel bilancio di previsione del prossimo triennio 2011 – 2012 – 2013 vengano stanziate maggiori risorse nei confronti del settore concernente lo spettacolo evitando in tal modo che la cultura in Lombardia non si veda sottratto un’importante aiuto economico necessario a poter proseguire e mantenersi a livelli qualitativi almeno accettabili, rispetto a quelle di altre realtà italiane ed europee.

Milano, 16 dicembre 2010

Giulio Cavalli (IDV)

Francesco Patitucci (IDV)

Gabriele Sola (IDV)

Stefano Zamponi (IDV)

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