No al listino e sì alle donne. Non è difficile.

Le elezioni regionali sono ancora espressione della scelta del cittadino, poiché, a differenza di quelle nazionali, l’elettore può esprimere una preferenza ed indicare il proprio rappresentante nelle istituzioni. Del resto, anche in questo caso, hanno escogitato un modo per poter inserire nel Consiglio regionale persone che non siano diretta espressione della volontà dei cittadini.

Il cosiddetto “listino” non è sottoposto alla scelta dei cittadini ed è, quindi, l’espressione poco, se non per nulla, democratica di una decisione presa a priori all’esterno della competizione elettorale.

Per questi motivi abbiamo deciso di presentare una mozione che chieda l’abolizione del listino bloccato e, in secondo luogo, la possibilità di esprimere una doppia preferenza uomo- donna, affinché le cosiddette “quote rosa” non siano solo un cartello propagandistico, ma un reale impegno dell’intero Consiglio regionale.

MOZIONE

IL CONSIGLIO REGIONALE DELLA LOMBARDIA

PREMESSO CHE

Il Presidente della Regione è eletto a suffragio universale e diretto contestualmente all’elezione del Consiglio regionale secondo le modalità stabilite dalla legge elettorale;

PREMESSO INOLTRE CHE

L’elezione del Consiglio regionale, nelle Regioni come la Lombardia dove non è ancora stata definita una disciplina regionale propria, avviene con il sistema elettorale previsto dalla legge 17 febbraio 1968, n. 108 e dalla legge 23 febbraio 1995, n. 43;

CONSIDERATO CHE

Tale sistema prevede che il Presidente della Regione sia di norma eletto direttamente dai cittadini in un turno unico di votazioni senza ballottaggio e che contestualmente al Presidente viene eletto il Consiglio regionale con un sistema misto: in gran parte proporzionale, in piccola parte consistente in un premio di maggioranza variabile congegnato che, in ogni caso, la coalizione vincente disporrà in Consiglio di una maggioranza di seggi non inferiore (a seconda dei casi) al 55 o al 60%;

CONSIDERATO INOLTRE CHE

Degli 80 consiglieri chiamati a comporre il Consiglio regionale lombardo 64 sono eletti nelle circoscrizioni provinciali sulla base di liste concorrenti (collegate alle liste regionali) in proporzione ai voti ottenuti e alle preferenze espresse dall’elettorato mentre i restanti 16 sono eletti con il sistema maggioritario, sulla base di liste regionali concorrenti (i cosiddetti listini) il cui capolista è il candidato alla presidenza;

ATTESO CHE

Poiché il nuovo Presidente ha diritto ad avere una maggioranza stabile in Consiglio: se le liste a lui collegate hanno ottenuto meno del 40 per cento dei seggi, oltre alla totalità dei seggi del “listino” gli vengono attribuiti tanti consiglieri “extra” fino ad arrivare al 55 per cento dei seggi del consiglio (clausola di governabilità);

ATTESO INOLTRE CHE

Chi vince, in sostanza elegge in blocco i candidati del proprio listino con la seguente eccezione verificatasi nell’ultima tornata elettorale regionale lombarda che se le liste circoscrizionali collegate alla lista regionale vincente hanno ottenuto già il 50 per cento dei seggi, alla nuova maggioranza è attribuita la metà dei seggi del “listino” (dieci per cento del totale dei seggi in consiglio), mentre il resto è distribuito proporzionalmente tra le liste di opposizione;

VERIFICATO CHE

L’esito delle ultime elezioni regionali del 28 e 29 marzo 2010 ha visto la proclamazione di otto consiglieri regionali nominati proprio grazie al c.d. “listino bloccato”;

VERIFICATO INOLTRE CHE

La differenza tra i due sistemi sopra menzionati è costituita dalla circostanza che nella parte proporzionale la scelta avviene attraverso la democratica apposizione della preferenza sulla scheda elettorale al fine di far scegliere al cittadino il proprio rappresentante in seno al Consiglio Regionale mentre nel caso del “listino bloccato” la scelta non avviene attraverso l’esercizio di tale diritto in quanto il candidato alla carica di consigliere regionale in caso di vittoria è già definito a priori;

CONSTATATO CHE

Appare inoltre necessario attuare, relativamente alle elezioni del Consiglio Regionale della Lombardia e al sistema della preferenza, l’introduzione della doppia preferenza uomo-donna;

IMPEGNANO IL PRESIDENTE DELLA GIUNTA DELLA REGIONE LOMBARDIA, ROBERTO FORMIGONI, LA GIUNTA REGIONALE LOMBARDA NONCHÈ IL CONSIGLIO REGIONALE LOMBARDO

A dotare il Consiglio regionale della Lombardia di una nuova legge regionale attraverso l’approvazione in tempi brevi di un progetto di legge che sancisca:

L’abolizione del listino bloccato;

L’elezione di tutti i consiglieri regionali attraverso il sistema della preferenza su base provinciale introducendo a riguardo il meccanismo della doppia preferenza uomo – donna.

 

Milano, 8 marzo 2011

Giulio Cavalli (IDV)

Stefano Zamponi (IDV)

Francesco Patitucci (IDV)

Gabriele Sola (IDV)

Un commento

  1. Idanna Matteotti

    Ottimo…così se la proposta passa,ci allineiamo all 'Europa e non finiamo come al solito anche nella "avanzata" Lombardia in fondo a tutte le classifiche che riguardano la pari opportunità di genere ,nella societa e soprattutto in politica. Idanna Matteotti

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