Il rispetto per i lombardi

Passa da notizie che galleggiano sembrando piccole e poco importanti ma raccontano quanto lo studio, il lavoro, il confronto e la progettazione cada sconsolata di fronte l’impunito e arrogante gestione del proprio ruolo di amministratori. Scrive l’Espresso:  Meglio di Usain Bolt, gli amministratori lombardi. Dei veri fulmini nel mettere mano alla sanità pubblica. La giunta di Roberto Formigoni si è riunita il 4 agosto e all’ordine del giorno, tra gli altri prowedimenti, c’era la verifica dell’idoneità professionale di tantissimi direttori generali delle Asl e dirigenti di case di cura: in tutto, 292 candidati. Una sfilza di curriculum da vagliare, ma la seduta, stando ai verbali depositati, è durata pochissimo: 20 minuti appena, nei quali sono state approvate un altro centinaio di delibere. Assenti i due assessori che hanno competenza su famiglia e sanità. Da qui il dubbio che a stabilire l’idoneità dei candidati siano stati i loro colleghi dello sport o del verde pubblico; o che si sia trattato solo di un passaggio formale perché le nomine, come malignano i partiti dell’opposizione, sono decise per via politica nelle sedi di partito. C’è anche un precedente. A dicembre 2010, per selezionare 44 direttori generali su 603 candidati bastarono 40 minuti. In media, 15 candidati al minuto. Fare il proprio lavoro seriamente: sarebbe il primo passo per essere credibili. Fare le cose bene. Sul serio.

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