Lega bracconiera a Brescia: interrogazione per Formigoni

Lega Nord a Brescia contro il nucleo antibracconaggio: lavorano troppo e troppo bene. Da non credere ai propri occhi. Soprattutto per gli animalisti che avevano preso sul serio le promesse di qualche consigliere regionale. Sono curioso di ascoltare la risposta.

INTERROGAZIONE CON RISPOSTA IN COMMISSIONE EX ART. 116 DEL REGOLAMENTO DEL CONSIGLIO REGIONALE

Al Signor Presidente del Consiglio regionale

Oggetto: situazione del Nucleo operativo antibracconaggio (NOA) nella zona del bresciano

I SOTTOSCRITTI CONSIGLIERI REGIONALI

PREMESSO CHE

il Corpo forestale dello Stato è la prima polizia ambientale d’Italia e il Nucleo operativo antibracconaggio (NOA) del Corpo forestale dello Stato è da sempre in prima linea nella lotta al bracconaggio;

PREMESSO INOLTRE CHE

tra le operazioni più importanti nel contrasto alla caccia illegale si può annoverare l’ “Operazione pettirosso”, iniziata anni fa, che ha finora portato alla denuncia di oltre 1500 persone per bracconaggio con reati contestati che vanno dall’abbattimento della fauna protetta all’utilizzo dei richiami elettromagnetici, dalla detenzione di fauna protetta all’uccellagione, dal porto abusivo d’arma all’utilizzo di mezzi di caccia non consentiti, nonché al maltrattamento di animali;

il Nucleo Operativo Antibracconaggio (N.O.A.) della Forestale contribuisce in modo determinante a contenere il gravissimo fenomeno dell’uccellagione clandestina praticata ogni autunno nella provincia di Brescia,in occasione della migrazione stagionale;

il NOA non si occupa direttamente dei cacciatori (sebbene ne abbia le competenze), ma durante il campo bresciano ‘operazione pettirosso’, lavora unicamente appostandosi su reti, archetti e trappoline. Secondo i dati, é soprattutto grazie all´impegno del NOA nell´identificare chi commette reato, che il fenomeno del bracconaggio é costantemente diminuito dagli anni ´90 a oggi;

gli agenti del NOA sono riusciti nel corso di 20 anni di attivitá a sequestrare circa 100.000 mezzi illeciti di caccia (archetti, trappoline, reti) e a denunciare all’Autorità Giudiziaria oltre un migliaio di bracconieri;

CONSIDERATO CHE

a Brescia sono centinaia di migliaia gli archetti e gli altri mezzi di cattura, in violazione della legge 157/92, sequestrati in questi anni dal CFS e dalle guardie venatorie volontarie delle associazioni ambientaliste come il WWF e la LIPU;

la Provincia di Brescia per storia e caratteristiche del territorio vede non solo la presenza di un numero consistente di cacciatori (circa 30.000), 1/3 dell’intera Lombardia, ma anche la diffusione di pratiche venatorie illecite;

per autorizzare l’abbattimento di mezzo milione di uccelli (caccia in Deroga e cattura di richiami vivi) il Consiglio Lombardo ha trasformato in Leggi quadro regionali per raggirare la normativa nazionale e per evitare i continui e sempre persi ricorsi al TAR e sono pendenti procedure di infrazione dell’Unione e condanne della Corte di giustizia europea per una gestione della caccia in deroga del tutto incompatibile con le norme comunitarie. (Inoltre, il 10 dicembre 2009 il Presidente della stessa Corte di Giustizia europea, con provvedimento urgente e straordinario, emette un´ordinanza contro la Repubblica Italiana chiedendole di sospendere l’applicazione dell’art. 4, primo comma, della legge regionale della Regione Lombardia 20 luglio 2008,Disciplina del regime di deroga“.);

VISTO CHE

L’Italia ha recepito con la Legge quadro 157/92 la Direttiva Uccelli (79/409/CEE), la selvaggina non è più ritenuta “res nullius” ma, in virtù della legge 157/92, è ritenuta “patrimonio indisponibile dello Stato”;

CONSIDERATO INOLTRE CHE

un assistente del Corpo forestale è rimasto vittima poche settimane fa di un incidente, fortunatamente non grave, causato da un cacciatore che, sparando, lo ha ferito alle gambe;

ATTESO CHE

è in atto da parte di rappresentanti della Lega Nord a Brescia una raccolta firme per impedire ai NOA la loro attività in difesa del patrimonio faunistico italiano. Tali esponenti politici attaccano in modo  pretestuoso e vessatorio gli agenti del N.O.A. al fine di vanificare l’operazione antibracconaggio. Tali dichiarazioni  non sorprendono in un contesto istituzionale provinciale in cui si vuole a tutti i costi chiudere un occhio sui ripetuti reati commessi dal mondo venatorio, facendo ricadere la colpa di persecuzione “ su quanti, volontari e agenti di polizia, non accettano, bensì contrastano con dedizione il diffuso bracconaggio;

ATTESO INOLTRE CHE

è necessario rafforzare il NOA e la presenza dello Stato in queste realtà dove la caccia illegale è ancora fortemente presente;

INTERROGANO IL PRESIDENTE DELLA GIUNTA REGIONALE 

LOMBARDA, ROBERTO FORMIGONI, LA GIUNTA REGIONALE LOMBARDA, L’ASSESSORE REGIONALE ALL’AMBIENTE, ENERGIA E RETI, MARCELLO RAIMONDI E L’ASSESSORE ALLA PROTEZIONE CIVILE, POLIZIA LOCALE E SICUREZZA, ROMANO LA RUSSA, PER CONOSCERE:

  1. quali siano le misure operative concrete che si intendono prendere al fine di assicurare un corretto, sicuro e proficuo lavoro da parte del NOA nella zona del bresciano ;
  2. quanti agenti si dedicano esclusivamente al controllo venatorio e antibracconaggio nella provincia più ampia e a maggior densità venatoria in Italia;
  3. se non sia utile chiedere che venga rafforzato con ulteriori unità il Nucleo Operativo Antibracconaggio in una zona, come quella di Brescia e provincia, in cui continui episodi di bracconaggio denotano la presenza continua della caccia illegale;
  4. quanti verbali vengono redatti in media da ciascuna guardia del nucleo ittico venatorio provinciale;
  5. se esistono agenti del nucleo ittico venatorio che non hanno mai redatto verbali;
  6. quanti di questi verbali siano attribuiti a ignoti

Milano, 2 novembre 2011

Giulio Cavalli (SEL)

Chiara Cremonesi (SEL)

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