Terza pista Malpensa: ora vogliamo qualche risposta

La questione della terza pista di Malpensa è una battaglia cruciale per fermare l’onnivoro lombardismo che costruisce in mezzo alla desolazione. Costruire per costruire è la mania della Giunta Formigoni che prova un irresistibile bisogno di “far girare il cemento” per distribuire regalie e rivendercelo come sviluppo. Mentre Malpensa si svuota (e i lavoratori perdono il proprio stipendio) qualcuno riesce a raccontarci che si deve fare. Perché fra qualche anno sarà inevitabile, ci dicono. ‘Inevitabile’ è diventata l’unica giustificazione politica su qualsiasi compromesso. Siamo pieni di amministratori a forma di cicuta. Eppure rimango convinto che possa essere possibile fermare lo scempio. Stiamo preparando un percorso di iniziative politiche che possano smascherare i favorevoli di centrodestra e i (sottovoce) favorevoli dall’altra parte.  Intanto cominciamo a pretendere un paio di risposte.

Noi non ereditiamo la terra dai nostri padri. Prendiamo in prestito dai nostri figli. (David Bower)

INTERROGAZIONE CON RISPOSTA IN COMMISSIONE EX ART. 116 DEL REGOLAMENTO DEL CONSIGLIO REGIONALE

Al Signor Presidente del Consiglio regionale

Oggetto: chiarimenti sul nuovo Master Plan SEA dell’Aeroporto di Milano Malpensa

I SOTTOSCRITTI CONSIGLIERI REGIONALI

PREMESSO CHE

SEA ed ENAC hanno avviato la V.I.A. (valutazione di impatto ambientale) con il consenso di Regione Lombardia sull’area di futuro ampliamento dell’aeroporto di Malpensa;

PREMESSO INOLTRE CHE

Regione Lombardia, con delibera del 28/7/2010 ha affermato la necessità di procedere in modo coordinato fra la V.I.A. sull’ampliamento di Malpensa e la V.A.S. (valutazione ambientale strategica) del Piano d’Area, per poter valutare meglio le ricadute sulle aree interessate, disattendendo, però, la stessa delibera, e facendo proseguire solo l’iter riguardante la V.I.A.;

CONSIDERATO CHE

il Master Plan di SEA comporterà delle variazioni nei documenti di programmazione territoriale dei Comuni e del PTC del Parco Ticino e sostituirà il Piano Regolatore Aeroportuale del 1985 e, quindi, va considerato come un atto di Pianificazione Territoriale, da sottoporre come tale a Valutazione Ambientale Strategica;

CONSIDERATO INOLTRE CHE

solo la V.A.S. permette di valutare compiutamente se il territorio è in grado di sopportare l’ulteriore ampliamento del sedime e l’incremento di voli per passeggeri e merci;

ATTESO CHE

il territorio intorno all’aeroporto presenta livelli di inquinamento accertati e numerosi studi dei Comuni e del Parco del Ticino evidenziano questo grave dato che colpisce sia l’ambiente sia la salute dei cittadini; inoltre, lo studio HYENA ha evidenziato un alto tasso di inquinamento della’aria, acustico e luminoso con tutte le conseguenze che ne derivano per la salute umana;

ATTESO INOLTRE CHE

il rumore derivante dal traffico veicolare e il traffico aereo notturno ha effetti significativi sul rischio di insorgenza di malattie;

CONSTATATO CHE

l’ampliamento del sedime aeroportuale di oltre 400 ettari, finalizzato alla costruzione della Terza Pista di 2400 metri nella zona sud-ovest, l’ampliamento della’area cargo, la realizzazione del Polo Logistico su una superficie di 200.000 mq comporterà la scomparsa di un’ampia fetta di territorio di brughiera e di un’ulteriore delocalizzazione dei cittadini del comune di Lonate Pozzolo, dal momento che la frazione di Tornavento del predetto comune è destinata a svanire;

CONSTATATO INOLTRE CHE

il luogo prescelto per l’ampliamento è un’area del Parco del Ticino che possiede caratteristiche da proteggere secondo la direttiva habitat e secondo la direttiva uccelli, un’area di autentica brughiera che non potrà né rigenerarsi spontaneamente altrove né essere ricostruita artificialmente in altro luogo per le particolari caratteristiche del suolo, come studi del Parco del Ticino in collaborazione all’Università di Pavia hanno sottolineato;

RITENUTO CHE

lo studio MITRE segnala che la collocazione e l’altezza della torre di controllo potrebbero non essere compatibili con gli standard e potrebbe essere necessario situarla altrove, che la struttura a sud del viadotto che conduce all’entrata principale del terminal passeggeri è troppo alta e dovrebbe essere ridotta in altezza in base alle norme di sicurezza ICAO;

RITENUTO INOLTRE CHE

l’impianto di depurazione di Sant’Antonino, identificato come ricettore delle acque per il trattamento delle acque di scarico derivanti dall’infrastruttura, venne realizzato alla fine degli anni Ottanta per servire un carico antropico di 600.000 abitanti, senza neppure prevedere la realizzazione del progetto di Malpensa 2000 e fino a poco tempo fa è stato sotto sequestro per ordine del Tribunale di Busto Arsizio per il superamento dei limiti previsti dalla normativa vigente e che le opere di adeguamento del Tribunale sono ancora in corso

 

INTERROGANO IL PRESIDENTE DELLA GIUNTA REGIONALE 

LOMBARDA, ROBERTO FORMIGONI, LA GIUNTA REGIONALE LOMBARDA, L’ASSESSORE REGIONALE ALL’AMBIENTE, ENERGIA E RETI, MARCELLO RAIMONDI, L’ASSESSORE ALLE INFRASTRUTTURE E ALLA MOBILITA’, RAFFAELE CATTANEO E L’ASSESSORE AL TERRITORIO E URBANISTICA, DANIELE BELOTTI, PER CONOSCERE:

 

  1. in quali tempi Regione Lombardia intenda iniziare l’iter della Valutazione Ambientale Strategica sull’ampliamento dell’aeroporto di Malpensa   ;
  2. quali misure si intendano adottare per evitare un ulteriore incremento  dell’inquinamento dell’area, acustico e luminoso nell’area interessata dall’ampliamento dello scalo;
  3. in che modo si provvederà alla ricollocazione degli abitanti della frazione di Tornavento di Lonate Pozzolo;
  4. come si proteggerà la fauna dell’area della brughiera che verrà distrutta dalla creazione del terzo scalo della pista;
  5. se la collocazione della torre di controllo sia compatibile con gli standard e se sia possibile situarla in altro luogo;
  6. se sia prevista una ristrutturazione o un adeguamento dell’impianto di depurazione di Sant’Antonino

 

 Milano, 2 novembre 2011

Giulio Cavalli (SEL)

Chiara Cremonesi (SEL)

 

 

3 Commenti

  1. Un buon inizio. Occorre far presente che le leggi Europee in vigore VIETANO espressamente di adire ad opere di questa natura senza aver fatto presenti a TUTTI gli interessati OGNI possibile alternativa, e gli effetti di ogni FASE di realizzazione ed esercizio su aria, acqua e territorio. L'opera nasce da un fallimento precedente, per me, serve a mercificare il parco per coprire evidenti buchi di gestione e si fonda sull'ipotesi, ben evidenziata, di un'ineluttabile aumento del traffico a Breve. OGNI dato indica che e' vero il contrario.
    Fare un sottopasso prima fra le due piste dando accesso diretto al terminal uno dalla pista piu' distante permetterebbe di incrementare i voli possibili del 15 per cento almeno, senza danno amvbientale e IN PROFITTO, vendendo le sabbie ricavate.
    LA pista Cargo ipotizzata e' mal posta corta, INUTILE a detta dell compagnie aeree che la avversano e molto di mal grado hannoaccettato la NUOVA tassa che ora tutti paghiamo, per realizzare UNO SCEMPIO ambientale. Grazie per aver messo in luce i giochi vergognosi che si associano al progetto.
    Chi decide in Lombardia non ci ha consultato, SA DI DOVER FARLO prima di disfare il Bello. Non si Vergogna di nulla.

    Dostoievskij: soltanto la bellezza e il senso di vergogna salveranno il mondo.

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