Quella sporchissima enclave: il San Raffaele

La mattina del 18 luglio, Mario Cal, il manager della sanità privata più potente d’Italia, entra nel suo ufficio e si spara. Cal non è un manager qualunque, è il fidatissimo braccio destro di Don Luigi Verzè, il fondatore del San Raffaele, l’impero della sanità convenzionata, sepolto da un miliardo e mezzo di debiti. Il suicidio di Mario Cal, però, sembra solo uno dei misteri. Cosa c’è dietro il disastro finanziario che rischia di mandare in frantumi l’ospedale privato più importante del Paese? Perché migliaia di dipendenti rischiano di perdere il lavoro? Le cause della morte e della voragine finanziaria vanno cercate nei paesi di mezzo mondo. Coperto dalla nebulosa legislazione che circonda le fondazioni e il loro controllo, il gruppo di don Verzè, che governa un reticolo impressionante di società, ha investito milioni di euro in attività insospettabili come strutture alberghiere e piantagioni di mango e uva in Brasile. L’inchiesta di Alberto Nerazzini che per Report è andato fino a Salvador de Bahia, dove si trova il quartier generale del prete manager, prova a ricostruire una vicenda intricata che ogni giorno che passa riserva nuovi capitoli e apre scenari sorprendenti, a cominciare dai rapporti tra Don Verzè e i vertici dei servizi segreti. All’interno della storia spuntano imprenditori discussi che con movimentazioni di denaro, hanno consentito a tutto il sistema di reggere. È il caso della famiglia Zammarchi titolare della Diodoro e della Metodo, le due società che al San Raffaele fatturavano costi anche 5 volte superiori a quelli standard. Ma con quale scopo? Per drenare denaro e creare fondi neri? Per pagare i politici? La magistratura che sta tentando di sbrogliare i fili di questa complicata matassa indaga e arresta Daccò, l’uomo ombra della sanità lombarda, vicino al governatore Formigoni. Ma è solo l’inizio di un’indagine che deve inseguire fiumi di denaro finiti nei conti di società off shore. Per arrivare a scoprire la verità di uno dei crac più misteriosi della storia del nostro Paese bisogna però scoprire chi è veramente Don Luigi Verzè e cosa si nasconde dietro la sua impenetrabile comunità religiosa: l’associazione dei Sigilli. Ma soprattutto si deve scoprire qual è stata, per decenni, la sua rete di amicizie e protezioni. La puntata integrale sarà visibile online da domani . Martedì 13 dicembre alle 15 videochat con l’autore Alberto Nerazzini.

4 Commenti

  1. ubiveritas

    L'augurio è che si ricordino che il sistema esiste ancora per tutti e se vuoi partecipare, hai l'obbligo di adeguarti o "adeguarlo" alle tue necessità, sempre che le tue necessità siano adatte al sistema e che questo ad un certo punto non decida di sopprimerti, lasciandoti solo la possibilità di chiudere in bellezza, confessando le tue colpe (e quelle altrui se ci riesci).
    Se diversamente si vorrà anche guardare all'eredità del fanta-sfacelo, con un centro di ricerca primo in Italia per impact-factor (dove le pubblicazioni sono su network internazionali) piuttosto che non per la parte clinica , dove le valutazioni qualitative dei DRG pongono il personale sanitario (non stiamo parlando degli amministratori) ai vertici per capacità professionali in regione…
    L'indagine di Report è più che doverosa ma ho il timore ….che si pongano sempre e solo la solita domanda….ma perchè solo in Italia???Paese di santi, poeti, navigatori ed eroi ma solo la domenica, su Rai Tre, dalle 21:30 in poi….

  2. ubiveritas

    Sono sinceramente poco fiducioso rispetto alla volontà di un'analisi attenta e corretta da parte della Gabanelli sul San Raffaele.Chi conosce questa realtà da tanto tempo (come me) ha letteralmente vissuto nell'ultimo decennio un conflitto interiore, assistendo sia alla crescita di un opera che è l'espressione coerente di un valore universale (la medicina San Raffaele non è un precetto cattolico), sia all'impoverimento del concetto stesso di missione, dovuto al palesarsi delle distorsioni operate per garantirne la continuità.
    Ritengo sia perfettamente inutile esprimere un giudizio sul San Raffaele che fù, come già supplicato nell'ultima missiva dello stesso Don Verzè, capace di rivendicare colpe, meriti, giudizi terreni che a lui poco tangono, riservandosi auto-assoluzioni divine per processo eretico-canonico-simoniaco.
    Se la volontà di Report sarà quella di far emergere l'apostasia del novantunenne, imprenditore fin troppo dentro gli schemi di questo sistema Italiano/Lombardo/Ciellino che negli ultimi vent'anni non è cambiato di una virgola, ben venga.

    1. Giulio Cavalli

      Domenico, scusami, ma cosa c’entra linkare un articolo di febbraio (da Libero per altro)? E perché si crede che le proprie idee debbano essere la priorità assoluta per tutti altrimenti si scivola subito nell’accusa di disinteresse altrui? E, soprattutto, sul tema della sanità e su come ce ne stiamo occupando (con le forze a disposizione e tutte le difficoltà di essere in terra di Formigoni), mi sembra proprio che non abbiamo nulla da rimproverarci. Scusami la schiettezza, buona giornata.

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