I nuovi poveri. I vecchi diritti.

Mi ha molto colpito il pezzo di Pietro sui nuovi poveri che lottano contro la segnalazione ai servizi sociali mentre dormono in auto o in soffitta, elemosinano una doccia e si ritrovano in biblioteca. Quando il sistema sociale di sopravvivenza e sussistenza minimo viene progettato e sostenuto dai bisogni e dai bisognosi qualcosa non funziona. Qualcosa si inceppa nello Stato che smette di essere collante di diritti e doveri di tutti dedicandosi ai ceti sopra la linea di galleggiamento: la chiamano uguaglianza in tempo di crisi, invece è classismo (ampio sì ma classista). E mi sfugge perché di fronte ai nuovi bisogni e ai nuovi bisognosi non ci siano di pari passo i nuovi diritti, il nuovo welfare e la nuova politica. Davvero.

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