Il pio partito della morte

In questo clima persecutorio, che inneggia alla vita ma esercita violenza, ed è in realtà un vero partito di morte, che si batte addirittura contro la ricerca scientifica che possa evitare sofferenze, o asseconda i pontefici nelle loro assurde e vergognose battaglie contro il preservativo, un partito che cerca in ogni modo di limitare la libertà della persona, sia nel suo diritto a rifiutar le cure, sia in quello a rinunciare a una gravidanza non voluta, per le più diverse ragioni, in nome dei pretesi “diritti” del “nascituro”, quando la medicina e la legge sono concordi nel negare al feto qualsiasi carattere di “persona”, si è collocata dunque la grottesca, e insieme penosa (ma tutt’altro che pietosa) iniziativa romana.

Essa, peraltro, ha avuto dei precedenti; a Milano, il pio Formigoni, quello noto per togliere fondi alla sanità pubblica in Lombardia per concederli generosamente a quell’insieme maleodorante della “sanità” privata, che ha toccato il suo vertice con la premiata associazione a delinquere di Don Verzè; il pio (e casto) presidente (a vita?) della Regione più grande e ricca d’Italia, ha addirittura a suo tempo lanciato l’idea di un degno funerale per i “bambini non nati”, pare poi abbandonata, forse perché qualcuno, magari addirittura un sacerdote di buon senso, gli ha fatto notare quanto fosse orribile e insieme stolta quell’idea. Da leggere Angelo D’Orsi su Micromega. Per decidere cosa significa uno Stato laico.

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