La nostra interrogazione su Brescia radioattiva

Oggetto: criticità legate alla ex cava Piccinelli (BS)

I SOTTOSCRITTI CONSIGLIERI REGIONALI

PREMESSO CHE

la falda dell’ex cava Piccinelli, in via Cerca 45 a Brescia, sita tra i quartieri di San Polo e Buffalora, è contaminata in profondità da Cesio 137 con una radioattività che sfiora il milione di becquerel/Kg, e l’ultimo intervento di messa in sicurezza del sito risale al 1999;

PREMESSO INOLTRE CHE

i tecnici di Arpa Lombardia il 14 settembre 2011 scrivono che, considerando la risalita della falda di circa 4 metri, è possibile che la contaminazione radioattiva sia stata, ormai, in parte sommersa dalle acque;

CONSIDERATO CHE

a poca distanza dalla ex cava, nella direzione di scorrimento della falda, si trova un pozzo che rifornisce l’acquedotto della città di Brescia;

CONSIDERATO INOLTRE CHE

l’Arpa ha rilevato nella falda altre sostanze cancerogene, tetracloroetilene e cromo esavalente, con livelli superiori ai limiti di legge;

RILEVATO CHE

i teli impermeabili posizionati nel 1999 dalla ditta Nucleco, che dovevano arginare l’emergenza del Cesio per al massimo due anni, in dodici anni si sono deteriorati e nella discarica abusiva ha cominciato a formarsi percolato radioattivo;

RILEVATO INOLTRE CHE

il sito contaminato dell’ex cava Piccinelli è ormai da anni in stato di abbandono: manca la segnaletica di pericolo e la rottura dei teli impermeabili favorisce la formazione di percolato radioattivo; il progetto di bonifica, approvato dall’Asl, giace in un cassetto dal luglio 1998;

ATTESO CHE

il direttore dell’Asl Brescia, Dott. Francesco Vassallo, dichiara che sin dal 1994 il cesio era presente nella falda della cava, dal 1988 abbandonata e divenuta discarica abusiva;

ATTESO INOLTRE CHE

secondo un’indagine di Radio Popolare il Cesio all’ex cava Piccinelli di Brescia, scoperto nel 1994, è fermo, contaminando il terreno e l’ambiente da quasi vent’anni;

CONSTATATO CHE

ci sono voluti quattro anni perché, dopo le prime rilevazioni l’Asl si decidesse a mettere in sicurezza il sito e addirittura altri dodici anni di oblio per scoprire che l’isotopo radioattivo ha probabilmente contaminato anche le acque;

CONSTATATO INOLTRE CHE

nei comuni di Lumezzane e di Sarezzo per proteggersi dal Cesio 137 in poco tempo hanno creato un bunker in grado di ospitare le scorie, che devono riposare piombate per almeno due o trecento anni;

INTERROGANO IL PRESIDENTE DELLA GIUNTA REGIONALE LOMBARDA, ROBERTO FORMIGONI, LA GIUNTA REGIONALE, L’ASSESSORE REGIONALE ALL’AMBIENTE, ENERGIA E RETI, MARCELLO RAIMONDI, NONCHE’ L’ASSESSORE ALLA SANITA’, LUCIANO BRESCIANI PER CONOSCERE:

  • se Regione Lombardia sia a conoscenza della presenza di Cesio 137 all’interno della falda dell’ex cava Piccinelli;
  • se Regione Lombardia sia a conoscenza della presenza nella falda di altre sostanze cancerogene, tetracloroetilene e cromo esavalente, con livelli superiori ai limiti di legge;
  • se sì, quali misure intende mettere in atto per risolvere questa grave situazione pericolosa non solo per l’ambiente, ma per la salute stessa degli abitanti della zona;
  • se Regione Lombardia sia a conoscenza di un progetto di bonifica totale della zona;
  • se sì, in cosa consiste il progetto e quale è il costo del suo finanziamento.

 

Milano, 13 gennaio 2012

Giulio Cavalli (SEL)

Chiara Cremonesi (SEL)

Una risposta a “La nostra interrogazione su Brescia radioattiva”

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