BRESCIANI RETICENTE SUL PROTOCOLLO ALZHEIMER DI MILANO

“A Milano sono circa 20 mila le persone affette da demenza, di cui il 60% con malattia di Alzheimer. La Asl ha recentemente elaborato e diffuso un protocollo, il Percorso preventivo-diagnostico-terapeutico-asistenziale-riabilitativo (Pdtar), per questi pazienti. Sul documento, per quanto il tentativo di sensibilizzare e informare i medici di famiglia sul tema sia apprezzabile, si segnalano evidenti criticità. Di queste abbiamo chiesto conto con un’interrogazione all’assessore Bresciani. Il quale oggi, in Commissione Sanità, ha fornito risposte del tutto insoddisfacenti, perché generiche e ben lontane dal merito dei quesiti posti. Non ci ha dato insomma alcuna spiegazione convincente sulla carenza di analisi dell’iter assistenziale, né sul ritardo diagnostico e terapeutico che il diagramma decisionale suggerito ai medici di base introduce, né tantomeno sulla sistematica esclusione dal trattamento farmacologico dei soggetti in fase iniziale di malattia, con un’ingiustificata discriminazione dei pazienti milanesi. E, soprattutto, l’assessore Bresciani si è ben guardato dal comunicarci se sia stata avviata una verifica di appropriatezza ed equità sull’impostazione di questo percorso, prodotto da un gruppo di lavoro che ha coinvolto Asl, medici di medicina generale e specialisti, ma ha incomprensibilmente escluso rappresentanti dei pazienti, delle famiglie e delle società scientifiche. Troviamo che tutto ciò sia molto grave. E di certo non lasceremo cadere la questione”.

Un commento

  1. In un periodo di crisi economica ogni protocollo si affida al risparmio. Tuttavia i protocolli preventivi-diagnostici-terapeutici e dell'inter assistenziale sono pragmatici-educativi-conformi agli studi statistici impostati correttamente per le indagini diagnostiche ecc.ecc. Sicuramnete possono trovare anche migliore applicazione i protocolli ecc ecc ma i familiari ? I Familiari non contano più? Purtroppo spesso sento familiari di malati di Alzheimer che si mostrano delusi, incazzati con gli ospedali e ogni altra istituzione perchè mai si sentono garantiti, protetti, aiutati per quanto riguarda l'assistenza chiedono più soldi per l'accompagnamento e per ricevere medicine a buon mercato ma faticano ad accettare questa patologia, l'Alzheimer che fa perdere la testa.. quindi difficile è accettarla così come amarla, senza speranza!

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