Se non sono capaci la chiamano antipolitica

L’avevo scritto ieri: perché l’antipolitica sta negli amministratori incapaci, asserviti alle lobby, bulimici di potere e soldi e incapaci di pensare ad altro che non sia la preservazione ossessiva della specie. La propria. Oggi Michele Serra su Repubblica torna sul tema:

Per ar­ri­va­re pre­pa­ra­ti a un fu­tu­ro di scon­quas­si, sa­rà be­ne evi­ta­re di chia­ma­re “an­ti­po­li­ti­ca” tut­to quel­lo che non ca­pia­mo. Spe­cial­men­te noi an­zia­not­ti, cre­sciu­ti den­tro una so­cie­tà fat­ta di par­ti­ti e di sin­da­ca­ti, ten­dia­mo a but­ta­re in quel sac­co tut­to e il con­tra­rio di tut­to. Ma è sba­glia­to. La so­la ve­ra an­ti­po­li­ti­ca (non da og­gi) è la non-po­li­ti­ca. È il me­ne­fre­ghi­smo ci­vi­co, la tir­chie­ria vol­ga­re di chi al­la co­sa pub­bli­ca non dà nul­la (nep­pu­re la fa­ti­ca di in­for­mar­si) ma da lei tut­to pre­ten­de. È l’e­va­sio­ne fi­sca­le, il qua­lun­qui­smo igno­ran­te, la fur­bi­zia ple­bea op­po­sta al­l’im­pe­gno po­po­la­re.

Sug­ge­ri­rei di non de­fi­ni­re an­ti­po­li­ti­ca, in­ve­ce, ciò che ri­bol­le fuo­ri dai par­ti­ti, e si rag­gru­ma in re­te e al­tro­ve at­tor­no a pa­ro­le d’or­di­ne cer­to mol­to di­scu­ti­bi­li, ma to­tal­men­te po­li­ti­che. Il gril­li­smo (che non amo) è cer­ta­men­te po­li­ti­ca. E, per quan­to roz­za­men­te espres­si, so­no ma­te­ria po­li­ti­ca an­che lo sde­gno con­tro i pri­vi­le­gi ca­sta­li, il sor­do som­mo­vi­men­to con­tro il si­ste­ma dei par­ti­ti, per­fi­no la con­te­sta­zio­ne del si­ste­ma di ri­scos­sio­ne fi­sca­le in­car­na­to da Equi­ta­lia. Al­cu­ne di que­ste pul­sio­ni so­no ti­pi­ca­men­te di de­stra. Al­tre po­pu­li­ste di si­ni­stra. Al­tre an­co­ra del tut­to nuo­ve e tut­te da in­ter­pre­ta­re. Esor­ciz­za­re il tut­to de­fi­nen­do­lo “an­ti­po­li­ti­ca” ser­ve so­la­men­te a tap­par­si oc­chi e orec­chie.

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