Sonia e la lingua comune in Europa contro le mafie

Per la prima volta il Parlamento Europeo, dimostrando di aver compreso la minaccia rappresentata dal fenomeno mafioso, istituisce un organismo finalizzato alla predisposizione e all’attuazione di politiche di contrasto alla criminalità organizzata, alla corruzione e al riciclaggio di denaro a livello globale. La Commissione CRIM, composta da 45 membri del Parlamento e il cui mandato avrà la durata di un anno, rinnovabile per una volta, si occuperà di studiare in maniera approfondita la minaccia criminale mafiosa, e, nel contempo, di mettere allo stesso tavolo tutti gli organismi che, a livello nazionale, europeo e internazionale, sono impegnati nella lotta al crimine organizzato, al fine di rafforzarne la cooperazione. Sonia Alfano ce ne aveva parlato a Milano per #nonmifermo. Ora Sonia ne è presidente.

Io e Sonia non ci siamo mai lasciati e per questo mi brilla il cuore vederla lì. E’ una vittoria al merito, al suo lavoro, all’impegno e alla buona politica. Nonostante qualche mentitor cortese di troppo che le gira intorno e le difficoltà di un percorso così lungo e arduo.

Nella sua intervista al Corriere dichiara: «Bisogna che dentro tutti gli Stati membri si parli la stessa lingua nella lotta al crimine. L’Europa ha perso tempo nel prendere coscienza, mentre la mafia non ha mai considerato un problema i confini geografici. Per fare questo ascolteremo procuratori dei vari Paesi, gli investigatori, le associazioni che si occupano di contrasto al crimine». Ed è un inizio pieno di speranza.

Buon lavoro, Sonia.

(Vicepresidente è Rosario Crocetta. Per dire. Un’Italia migliore che già c’è.)

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