Pareggio di bilancio. Consapevole?

Con la pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale della Legge Costituzionale 20 aprile 2012 n. 1, il principio del pareggio di bilancio entra nella nostra Costituzione.

Il provvedimento entrerà formalmente in vigore il prossimo 8 maggio anche se, come previsto dall’art. 6, le disposizioni della legge costituzionale si applicheranno a decorrere dall’esercizio finanziario relativo all’anno 2014.

Visto che in seconda lettura sia alla Camera dei Deputati sia al Senato della Repubblica è stata raggiunta la maggioranza qualificata dei due terzi dei componenti, non si dovrà ricorrere al referendum confermativo.

La riforma costituzionale dà così attuazione a uno degli impegni assunti prima dal precedente governo di Silvio Berlusconi e poi confermato dall’esecutivo di Mario Monti per rassicurare i mercati sulla sostenibilità del debito pubblico italiano.

Tale modifica prende spunto dalla necessità di rafforzare l’impegno italiano a risanare le finanze pubbliche, in attuazione dei vincoli posti dal “Patto Europlus” nel marzo 2011 e nel “Six Pack” nell’ottobre 2011 dal Consiglio ECOFIN (successivamente ribaditi nel “Fiscal Compact” nel gennaio 2012).

Stupisce il silenzio che ha accompagnato questo processo di modifica costituzionale in corso ormai da mesi, mentre in altri paesi europei su questi temi e sul connesso Fiscal Compact si stanno sviluppando discussioni e confronti assai vasti.

Stupisce come in un Paese come il nostro in cui su questioni di scarsa rilevanza si fanno spesso campagne di stampa ampiamente sopra le righe, su un tema di così rilevante portata, che tocca un cardine della Costituzione e la strumentazione della politica economica presente e futura, il silenzio è totale.

Ma c’è consapevolezza di ciò che è stato approvato? È ammissibile che ciò sia avvenuto su un tema così importante?

Carlo Rapicavoli prova a spiegare.

Un commento

  1. Ettore

    Con questa mossa si può dire attuato il Golpe finanziario: dopo la sovranità monetaria abbiamo perso la sovranità economica; e anche sulla sovranità politica sussistono grossi dubbi, visto che l'attuale premier ci è stato imposto dalla BCE, dal FMI, dalla Trilateral Commission.
    Il fatto che in alcuni stati come l'Irlanda si sia già chiesto di metterlo a referendum, mentre da noi un parlamento di premi-pulsante buoni solo a portare a casa emolumenti superiori a quelli europei, bonus e vitalizi, una Casta di 1000 deputati e senatori del tutto appecoronati ai diktat dei rispettivi segretari di partito, con poche lodevoli eccezioni e escluso l'IDV, un tale parlamento dicevo ha ratificato la decisione presa già da altri senza battere ciglio.
    Abbiamo la classe politica che ci meritiamo: loro sono la nostra espressione, e noi siamo come loro.

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