Qualificarsi squalificando il Movimento 5 Stelle

E’ la moda del momento. E vorrei dire due parole perché si genera un po’ di confusione e in mezzo alla confusione poi va a finire che ci pascolano un po’ tutti, basta alzare bene e forte la voce. Chiariamo subito: se non ti allinei a sputtanare il Movimento 5 Stelle (o meglio, i grillini, come dicono in tanti, e così io sarei vendoliano, gli altri dipietristi, casiniani, bersaniani, come al gioco delle figurine, per dire) allora sei considerato un filopopulista. Ma il Movimento 5 Stelle doveva essere un fenomeno passeggero e invece oggi è il terzo polo (lo dicono i sondaggi) e forse sarebbe il caso di prendersi la responsabilità di provare ad analizzare oltre che impegnarsi nell’indifferenza prolungata. Tra l’altro mentre qualcuno insegue l’altro terzo polo, quello che non esiste più se non nei continui abboccamenti che danno ossigeno a Casini e compagni.

Chiedono le dimissioni di Formigoni (come molti) e lo faranno secondo i propri stili e i propri modi. Intanto hanno rilanciato la nostra campagna Formigoni Go Home senza pretese di originalità. E mi hanno invitato, sabato dalle 17 in Largo Cairoli a Milano. E ho accettato l’invito convinto come sono che la Lombardia si possa ricostruire con un’eversiva visione della sanità, del territorio, dell’economia e della solidarietà di cui SEL è protagonista. Ma senza avere bisogno di qualificarsi squalificando gli altri.

 

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