#cosaseria Intervista per Gli Altri: il problema non è solo Casini

La mia intervista per il settimanale Gli Altri:

Vi abbiamo recentemente raccontato della Cosa Seria, il manifesto promosso da sei esponenti della sinistra diffusa italiana per chiedere un’inversione di marcia al centro-sinistra e per scongiurare derive al centro. All’uscita della notizia si è accesso un lungo dibattito in rete e anche su questo sito. Abbiamo quindi deciso di intervistare uno degli ideatori della Cosa Seria, il consigliere regionale lombardo Giulio Cavalli, con lo scopo di capire meglio le posizioni di quelli che abbiamo definito i “non allineati”. In realtà Cavalli si rivelato poco incline a cercare lo scontro aperto con i dirigenti del suo partito, Sinistra Ecologia Libertà, facendo intendere che la sua è una posizione condivisa e non da dissidente, anche se in realtà qualche elemento di rottura sembra esserci.

Come è nata l’idea della Cosa Seria e con quale scopo?

La Cosa Seria nasce come esigenza di condividere un’idea, un’opinione che mi sembra essere sentimento diffuso nel Paese e nella sinistra e abbiamo quindi ritenuto utile portare in superficie questo dibattito.

Lei ha annunciato la sua intenzione di trasformare la Cosa Seria in una mozione da presentare all’imminente assemblea nazionale di Sel. Possiamo affermare che è una posizione differente da quella della dirigenza del partito, che prevede l’accordo con Pd senza Idv e altre formazioni minori?

Non c’è alcuna divisione all’interno di Sinistra Ecologia e Libertà, né tra noi e i suoi dirigenti, con cui ho rapporti quotidiani. Ci sono però delle incompatibilità politiche con alcuni pezzi di partiti. C’è una tendenza a semplificare tutto a mera alchimia elettorale.

Si riferisce alla possibile alleanza con l’Unione di Centro?

A me non preoccupa solo l’Udc , preoccupa la declinazione politica di certi pensieri. Con l’Udc ci sono incompatibilità politiche ma per proprietà transitiva anche con quei pezzi di Pd che hanno scelto la strada suicida dell’alleanza con Casini. Su questo in Sel c’è stato un problema di comunicazione politica: ma ritengo che tutto il partito sia d’accordo sull’impossibilità di allearsi con chi ha una visione così distante dalla nostra.

Quindi esclude possibili scontri e divisioni all’assemblea di Sel?

C’è questa tendenza a voler ridurre tutto al livello dello scontro; ma la Cosa Seria non ha certo questo intento. La nostra è un’azione propositiva rivolta non soltanto a Sel, ma anche alla parte migliore del Partito Democratico. Diciamo le stesse cose che afferma Nichi nella sua ultima intervista a Repubblica riguardo alla necessità di costruire un campo largo ma che resti a sinistra: vogliamo costruire non solo una Cosa Seria, ma anche una “casa seria” dove non ci può essere posto per l’Udc. Si tratta di avere lo sguardo lungo, il nostro orizzonte non può essere quello del breve periodo. L’unica differenza con Vendola è che se lui dice “non mettiamo veti a Casini”, io invece il mio diritto di veto voglio esercitarlo.

Alla luce degli appoggi alla Cosa Seria di Ferrero, Diliberto, Sonia Alfano e tanti altri, pensa sia possibile la creazione di una lista unitaria della sinistra?

Non spetta a me decidere le modalità con le quali presentarsi alle elezioni, è compito dei dirigenti. Mi sento però di dire che nella sinistra c’è una divisione fittizia che non corrisponde alla realtà. C’è un movimento che nel Paese è unitario, e al quale pezzi del Pd non vogliono dare ascolto, perché rivendica con chiarezza che l’accordo con l’Udc non lo vuole.

4 Commenti

  1. bruna

    Dici che non c'è alcuna divisione all'interno di SEL, ma se così fosse non diresti anche: L’unica differenza con Vendola è che se lui dice “non mettiamo veti a Casini”, io invece il mio diritto di veto voglio esercitarlo". Non ci sarebbe bisogno di questa "azione propositiva rivolta non soltanto a Sel, ma anche alla parte migliore del Partito Democratico". Io trovo invece sia proprio una spaccatura, sentendo nvece Vendola e Bersani

    SEL si allea al PD, non alla parte migliore del PD! Se ti metti con il PD te lo prendi con tutti i D'Alema ecc., quelli che votano difformemente dai bei punti programmatici della Cosa Seria.

    Vendola non accetterà certo questa nuovaformazione, dai, chi vuoi prendere in giro? Siamo, appunto, Seri. E allora tu, voi, cosa farete?

    E che posizione prendete verso l'IdV, e verso l'"Asse No Monti"… che anch'essa vuole dar voce alle liste civiche e movimenti sociali ecc.?

  2. Ciao Giulio,

    son stati giorni di intenso dibattito nel gruppo di italiani all'estero di cui faccio parte, da quando ho diffuso sul blog ed in mailing list l'appello per la #cosaseria. C'è chi, come me, crede che a sinistra della sinistra e dentro i partiti ci sia sempre uno spazio ampio di idee e valori condivisi, in cui sia ancora possibile trovare l'accordo per riportare tutto ciò che esprime questo manifesto al centro della politica e superare lo sconforto che provoca il sentir parlare solo di alleanze come fine per governare, senza traccia di programma e morale a cui afferrarsi.

    C'è invece chi pensa che i valori di questo manifesto non interessino affatto ai partiti e che sia ipocrisia pura (oppure sete di protagonismo e di potere) rivendicarli presso un PD che governa con Monti o una SEL che aspira all'alleanza con questo PD che incarna in larga parte tutto il contrario di ciò che il manifesto chiede. E che quindi l'unica cosa coerente da fare sarebbe uscire da questi due improponibili contenitori e dar vita ad una cosa nuova, che affondi le sue radici nella serietà che propone. Anche perché con tutta probabilità andremo a votare a scatola chiusa e sapremo solo dopo cosa ne esce; e quando sarà uscito il contrario di ciò che chiedevamo, cosa faremo? Diremo che ci abbiamo provato?

    Aspetto di leggerti dopo il 31 agosto, un abbraccio.

  3. "C’è questa tendenza a voler ridurre tutto al livello dello scontro; ma la Cosa Seria non ha certo questo intento. La nostra è un’azione propositiva rivolta non soltanto a Sel, ma anche alla parte migliore del Partito Democratico."

    Io non credo che ci sia la tendenza di volere ridurre tutto a li vello di scontro!!! quanto invece, c'e' l'esigenza di non voler stare con due piedi in una scarpa…Se e' vero che "nel Pd c'e' una parte migliore", non si capisce perche' quella parte ci resta dentro pur non condividendone le scelte e l'operato. Se la polititica continuera' ad essere cosi' fortemente ambigua, cosi' fortemente legata alle icone dei lader, e soprattutto, cosi' opaca, scordiamoci che la sinistra in Italia possa risorgere!!!

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