La Chiesa che avrebbe voluto Martini

“Un tempo avevo sogni sulla Chiesa. Una Chiesa che procede per la sua strada in povertà e umiltà, una Chiesa che non dipende dai poteri di questo mondo … Una Chiesa che dà spazio alle persone capaci di pensare in modo più aperto. Una Chiesa che infonde coraggio, sopattutto a coloro che si sentono piccoli o peccatori. Sognavo una Chiesa giovane. Oggi non ho più questi sogni. Dopo i settantacinque anni ho deciso di pregare per la Chiesa.”

Carlo Maria Martini

2 Commenti

  1. davide la greca

    Un tempo avevo sogni sul nostro Paese. Un Paese che fosse in grado di garantire alle persone di vivere in modo dignitoso ed ai giovani di avere la certezza di un lavoro, architrave sulla quale costruire un'Italia migliore e più giusta. Ho capito, invece, che è stupido continuare a credere in questa evoluzione. Non mi rivolgo ad un Altrove remoto, ma recito preghiere laiche ai tanti precari e disoccupati, affinché, se possono, si convincano ad abbandonare al suo destino un Paese culturalmente povero e, fino a che questa classe dirigente sarà al comando, privo di ogni speranza. Non sogno più un'Italia migliore, mi limito a constatare la presenza di poche e forti oligarchie che stabiliscono la bontà della vita di ciascuno affidandosi ai numeri delle agenzie di rating ed a quelli delle borse, noncuranti della situazione d'indigenza nella quale versano milioni di individui. La luce in fondo al tunnel di questa crisi – molto, troppo simile a quella tra le due guerre mondiali – può vederla solo chi in quel tunnel non ci è mai entrato e sa di poter teorizzare il modo per venirne fuori perchè, in qualunque caso, osserva tutto da un altrove di felice benessere. Oggi, a 34 anni, ho deciso di indignarmi per questo "Stato di cose".

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