Gianni Valle

Qualche giorno fa se n’è andato Gianni Valle. Gianni è stato uno dei professionisti del teatro milanese che ho avuto l’onore di conoscere durante il mio lavoro e una mente coerente e lucida della cultura. Ha ragione Anna Bandettini quando scrive “se ne è andato con la stessa leggerezza e semplicità con cui ha vissuto il teatro e il suo ruolo di ideatore e organizzatore teatrale: preferibilmente nell’ombra”.
Mi rimane quella sua cautela nel dispensarmi consigli che con il tempo ho ritrovato fondamentali e la sua generosità. Mancherà Gianni. E vale ricordarlo con le parole della Shammah. Con Andrée Ruth Shammah ha avuto un rapporto di amicizia profonda e dunque animata anche da numerosi litigi e distacchi. La direttrice e regista del Parenti ora lo ricorda così:

Dopo più di quarantasei anni passati con lui accanto a pensare, sognare, costruire come il teatro poteva e doveva contenere la vita, non riesco a farne un ritratto « possibile» anche perché non c’è più lui accanto, con la dolcezza di chi capisce esattamente quello che dico, perché lo dico e cosa sento quando lo dico. Se ne è andato in punta di piedi, con grazia. Come è sempre stato. Presente, generoso, sempre disponibile, intelligente, altruista e instancabile. Lui era così.Un uomo colto che ti sorprendeva per la sua ironia e per la sua coerenza. Una delle persone più intelligenti, più curiose, più ironiche, una delle persone migliori del teatro milanese. Che ha dato e insegnato molto sempre con discrezione, sapendo con un sorriso dare fiducia a tutti e mettere in evidenza le potenzialità inespresse di ognuno.
Gianni o della curiosità disponibile, dell‘intransigenza istintiva . Gianni, tu compagno di banco con poche gnagnere, anzi nessuna, grazie.

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