Dispiace per quelli che ci hanno creduto, non per quelli che l’hanno posseduto.

Alessandro lo scrive oggi sul suo blog:

Il Pd, almeno questo Pd, è morto stanotte in un teatro a due passi da Montecitorio da cui Bersani non è apparentemente mai uscito – e se lo ha fatto, è stato da una porta posteriore.

E’ morto di stupidità, soprattutto, più ancora che di linea politica: e infatti Renzi, che forse è moderato ma non sciocco, non ne ha avallato l’eutanasia.

E’ morto con le facce irridenti e perfino spavalde di quelli che uscivano dal Capranica – i Boccia, i Misiani – che probabilmente neppure capivano la follia che avevano appena commesso e quanto questa – fra non molto – impatterà sulla loro ‘ditta’.

E’ morto con Chiara Geloni, la pupilla del segretario, che twittava frasi surreali tipo «Marini uno di noi» o «sarà un grande successo politico».

E’ morto con Stefano Fassina – sì, quello che lì dentro faceva la parte del poliziotto buono – che si schierava con Marini perché «mia cognata che lavora alla posta e mio cognato che fa l’elettrauto non sanno chi è Rodotà», mentre «Franco è in grado di ricostruire una connessione sentimentale con il paese». Sentimentale, capito?

6 commenti su “Dispiace per quelli che ci hanno creduto, non per quelli che l’hanno posseduto.”

  1. Cos’altro c’è dietro che non sappiamo? Perché Bersani ha preferito accordarsi con Berlusconi sul nome di Marino e non ha appoggiato Rodotà condiviso da Sel, M5S e molti della base del PD? Qualcosa mi sfugge….non è semplicemente tradimento! !!!

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