Infotainment

La soubrette parla di politica, il politico cucina, l’attore canta, il cantante recita. Tutti fanno tutto, tutti danno la sensazione (ovviamente falsa) che tutti possano fare tutto. L’infotainment non è un’invenzione italiana, ma in Italia è diverso, ed è più importante comprenderne e studiarne i meccanismi di funzionamento. Perché in Italia l’editore delle tv commerciali fa politica, e dunque le tv commerciali possono aiutarlo a far passare meglio alcuni messaggi senza utilizzare il linguaggio della politica, entrando in salotti e in famiglie di solito sorde ai richiami dei talk show di approfondimento (comunque abilmente presidiati). È questo il substrato culturale in cui storie come quella di Nicole Minetti, una tra le più brillanti (la ragazza è tutto fuorché stupida) distorsioni nell’irrisolto rapporto tra media e potere, possono nascere e fiorire. Minetti ha ballato, poi ha fatto politica, con risultati disastrosi. E con tutta probabilità tornerà a ballare, in modo assolutamente naturale (se non finisce in carcere prima, naturalmente).

Dino Amenduni per Valigia Blu.

4 Commenti

  1. Stefania Speranza

    È’ con la scuola che si comprende quando come e perché’
    chi trasmette e produce “doxa -opinione” non può confonderla con l'”episteme – conoscenza fondata su prove”. Il compito dei sistemi formativi come la scuola dovrebbe essere quello di aiutare i ragazzi a demistificare messaggi finti e persuasivi da informazioni, constatazioni e altre forme di comunicazione in cui siamo immersi e di cui siamo bersagliati per fini non neutri.

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