Oggi non si invidia più ma si disprezza.

Viviamo nell’età del disprezzo?
«Siamo passati dall’ammirazione per il potere all’invidia e alla conseguente frustrazione. Oggi non si invidia più ma si disprezza. La società si è divisa tra i molti che disprezzano e i pochi che sono disprezzati».

Chi sono i pochi?
«Sono le oligarchie che un tempo erano nascoste e oggi sono percepite come tali».

Ovvero gli inammissibili privilegi di cui ancora godono?
«Sono mondi — finanziari e politici — chiusi all’esterno e molto litigiosi al loro interno. Da qui ne consegue quello che per me è diventato il chiodo fisso: aprire il mondo dei piccoli numeri ai grandi numeri, immettere energie sociali nuove in questo mondo chiuso »

Gustavo Zagrebelsky, uno dei pochi intellettuali di questi nostri anni, intervistato da Antonio Gnoli.

3 Risposte a “Oggi non si invidia più ma si disprezza.”

  1. dalla padella nella brace, in poche parole….

  2. Ma per chi dovremo avere ammirazione??…il disprezzo e lo schifo per questa società NON civile ci viene dato da tutto ciò che vediamo e ascoltiamo ogni giorno, tu come riusciresti a vivere con meno di 800 euro al mese???,,, e poi vedi la politica che è corrotta fino al midollo e l’aziende per cui lavoro che vuole solo distruggermi perché chiedo un diritto,,,,,, lavorare !!

  3. Io non disprezzo…..chiedo conto…..che poi è ciò che dovremmo fare tutti.

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