Parla il pentito Bonaventura: così la ‘ndrangheta voleva ammazzare Giulio Cavalli

13 Commenti

  1. Caro Giulio, conosco purtroppo personalmente i pericoli che incombono su chi fa certe battaglie. Quanto dichiarato dal collaboratore Bonaventura e’ davvero grave e preoccupante. Ti sono vicina. Non mollare. Continuiamo ad incidere in quella zona dove sono intrecciati gli interessi tra ‘ndrangheta e politica e che vedono unite Calabria e Lombardia. Un abbraccio

  2. Ettore Ferrero...

    Caro Giulio Cavalli,

    Ci siamo visti alla presentazione del libro da Lei scritto: ” l’Innocenza di Giulio”, l’11 Aprile 2012 presso la libreria Feltrinelli di Piazza Piemonte a Milano in cui era presente, anche, il Professore Nando dalla Chiesa, figlio del Generale dei Carabinieri Carlo Alberto.
    Credo, che quanto Lei stia facendo per far comprendere alla gente, attraverso i Suoi spettacoli teatrali, la presenza della ‘ndrangheta in Lombardia, e, comunque, nelle Regioni del Nord Ovest d’Italia inclusa l’Emilia Romagna, come attore sia il miglior approccio per divulgare un fenomeno esteso che, anche, al Nord si è stabilito da tempo colonizzandolo.
    Il collaborante della ‘ndrina Vrenna – Bonaventura, Luigi Bonaventura, ha aperto con le sue propalazioni uno spaccato all’interno della cosca, che dall’Operazione ” Heracles” ha portato all’arresto di oltre 130 affilitati condotta dal Sostituto Procuratore, Dottor.Pierpaolo Bruni della Direzione Distrettuale Antimafia di Catanzaro, al quale hanno rafforzato la scorta perchè prossimo ad un’eventuale attentato stragista.
    Come si denota da ciò, il legame ombelicale con la Madre Patria – la Calabria – mai si è reciso al Nord Italia. Pertanto, il Suo compito che stà affrontando con enorme senso di responsabilità, addirittura superiore a quello delle Istituzioni regionali della Lombardia, è da considerarsi encomiabile.
    Grazie!…
    P.S. Non molli!.
    Ettore Ferrero…

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