Ma perché?

Ma perché mentre si continua a parlare tra falchi e colombe della condanna per evasione fiscale di Silvio Berlusconi nessuno si è accorto (o ha voluto accorgersi) delle motivazioni allegate alla sentenza di condanna per Marcello Dell’Utri dove l’evasore Berlusconi viene riconosciuto inopportunamente vicino a Cosa Nostra?

Perché nessuno ha dato peso politico al fatto che  “è stato acclarato definitivamente che Dell’Utri ha partecipato a un incontro organizzato da lui stesso e (dal mafioso palermitano Gaetano) Cinà a Milano, presso il suo ufficio. Tale incontro, al quale erano presenti Dell’Utri, Gaetano Cinà, Stefano Bontade, Mimmo Teresi, Francesco Di Carlo e Silvio Berlusconi, aveva preceduto l’assunzione di Vittorio Mangano presso Villa Casati ad Arcore, così come riferito da Francesco Di Carlo e de relato da Antonino Galliano, e aveva siglato il patto di protezione con Berlusconi”?

Perché, al di là della frode fiscale, non si parla del fatto che “in virtù di tale patto – l’incontro- i contraenti (Cosa nostra da una parte e Silvio Berlusconi dall’altra) e il mediatore contrattiale (Marcello Dell’Utri), legati tra loro da rapporti personali, hanno conseguito un risultato concreto e tangibile, costituito dalla garanzia della protezione personale dell’imprenditore mediante l’esborso di somme di denaro che quest’ultimo ha versato a Cosa nostra tramite Marcello Dell’Utri che, mediando i termini dell’accordo, ha consentito che l’associazione mafiosa rafforzasse e consolidasse il proprio potere sul territorio mediante l’ingresso nelle proprie casse di ingenti somme di denaro”?

Perché non si dice che Berlusconi pagò 100 milioni di lire al mafioso Cinà per avere protezione?

Perché il centrosinistra è così lontano dalla legalità come non mai e vorrebbe insegnarci che chi la rincorre è solo un’anima bella? Quanto comodo fa tutto questo silenzio sulla sentenza Dell’Utri? A chi?

Stanotte conto le domande. Mica le pecore.

18 Commenti

  1. Natale

    Non è grave quello che è scritto nella sentenza, è molto di più.
    Ci siamo rassegnati a tutto, a sopportare l’insopportabile, a giustificare l’ingiustificabile.
    Non abbiamo sufficiente dignità per vomitarci sentendo o leggendo certe cose.
    Siamo anestetizzati dalla tv e dai media che in larga maggioranza sono chiamati giornalisti solo per convenzione.
    Siamo in un paese triste, ed ancor più triste è leggere chi “difende” l’indifendibile.
    Non c’è più voglia e necessità di poter guardare i propri figli negli occhi limpidamente.
    Nonostante tutto..credo ancora in un cambiamento, prima o poi qualcosa accadrà.

  2. Giordana

    Speriamo che di far chiudere al più presto il sipario su questo dramma che è durato ormai troppi anni. Ma quali altre prove e testimonianze ci vogliono per farci capire che abbiamo degli irresponsabili nelle Istituzioni.

  3. Tra i tanti argomenti a favore della legalità, ce n’è uno che molte volte viene dimenticato: la legalità produce valore economico. In tempi bui come questi, in tempi privi di prospettive per il lavoro, i ragazzi, l’occupazione, forse varrebbe la pena di non dimenticarlo

  4. giggi

    forse perché Berlusconi è già stato assolto con formula piena per quegli stessi fatti, e dunque questo passo della motivazione è solo uno squallido tentativo della corte d’appello di dare anche lei il suo calcio al leader di grande seguito caduto in disgrazia, per guadagnarsi (come in effetti ha fatto) il suo quarto d’ora di popolarità, a spese di una persona che non essendo parte del processo non poteva (né doveva) difendersi, visto che non era accusato

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