La mappa delle mafie emiliane

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22 Commenti

  1. stanco ripetitore

    Se non ci fosse della capziosità nella sua finta capacità di intendere le mie parole proverei a rispiegarglielo. Ma lei non vuole capire cosa significa il diritto di criticare una sentenza. Mi dispiace, mi auguro che ci siano persone che abbiano coraggio di denunciare le storture di questo paese e non piegarsi come fuscelli spostati dal vento. Poi, mi dispiace ma le sentenze si possono criticare (e rispettare, come faccio io) senza essere accusati di lesa maestà, lei forse avrebbe preferito una repubblica in cui non ci fosse libertà di commentare ciò che degli uomini compiono (cioè un giudizio di merito su ciò che accaduto nella vicenda sammarinese). Peccato, è la democrazia. Se mi dà il suo indirizzo le giro qualche consiglio filosofico sul concetto di libertà, magari che non le abbiano insegnato sotto le armi. Auguri.

  2. Luca C.

    Mi conferma ciò che pensavo.
    Lei è uno di quelli che crede di aver capito tutto e di sapere tutto. Buona fortuna.
    Ipotizza e su questa base continua a progettare discorsi che servono solo a confermare quanto da lei già sostenuto.
    Io credo che dovrebbe rileggersi e riflettere.
    Le faccio un breve sunto.
    Ho detto da principio che non vedo corretto che si sbatta in palio al giudizio di gente legittimamente già incavolata x colpa di certe realtà, persone che poi la giustizia ha decretato NON COLPEVOLI.
    Le ho anche detto che comunque lei può continuare a farlo, ma deve assumersi la conseguente responsabilità. Le ho detto che l’Art. 21 non le dà il diritto di dire quello che vuole e come vuole. Come devo fare a farle comprendere questo passo semplicissimo? Le devo dire: “Provi a diffamarmi e le fornirò la dimostrazione?”
    Le ho detto che io rispetto il terrore di qualcuno che non sà reagire alle minacce… è evidente che lei denuncerebbe subito… complimenti… ma permetterà che qualcuno non sia in grado? Certo che se fossimo tutti come lei non avremmo più di questi problemi in italia. Eppure… E’ evidente che coloro che non denunciano, non è detto che siano vittime ma certamente sono delinquenti.
    Le ho detto che non faccio l’avvocato e nemmeno il notaio.
    Le ho parlato della mia città natale perchè conosco la realtà di quei luoghi e la cultura che ha alimentato certe attività criminose… fra le quali, una fortissima mancanza dello Stato.
    E quando le cose stanno così, a fare gli eroi ci si può (o poteva) trovare in qualche pozzo o pilone di cemento. Di solito, se ti trovano, ti trovano altri.
    Le ho detto che non conosco Vallefuoco e non è mio interesse conoscerlo. Non so in che lingua devo spiegarle il concetto, ho solo detto che evidentemente non si può essere sereni in un rapporto con una persona così.
    Adesso le ribadisco che non è nemmeno necessario essere di Catania (ma nel senso del mio discorso lo si comprendeva già).
    Io rispetto la legge di questa Repubblica e dei suoi Giudici. Ho fatto il militare e giurato fedeltà a questa nazione. Sono convinto assertore che le persone devono avere il tempo di dimostrare la loro innocenza (se innocenti) e che non vada messo un cappio attorno al collo prima di una sentenza definitiva.
    Per quanto la cosa potrà sembrarle strana, sosterrei questo principio anche per uno come lei… mentre, chissà perchè, sono convinto che lei non farebbe la stessa cosa per me.
    Per quanto riguarda il mio caro che ha firmato la Costituzione Italiana, la tranquillizzo, non abbiamo bisogno di nessun tributo suo o popolare. Tutto il piacere e l’onore sono già nel fatto stesso.
    Per il resto ipotizzi quello che vuole, la cosa non mi preoccupa, faccia le sue provocazioni e costruisca i suoi tranelli per far inciampare chi sta dialogando con lei.
    In questo modo si sente soddisfatto? Bravo. Le darò un’altra grande soddisfazione… quella che riservo quando il dialogo è con chi (come scrive Camilleri) ha la testa più dura di un calabrese: Lei ha ragione su tutto. Naturalmente questo non mi impedisce di adorare i calabresi, noi catanesi siamo fatti così.

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