Balle come intellettualismi

Mario Calabresi (da cui aspetto risposte da qualche anno, qui) difende malissimo Gianni Riotta nell’esercizio tutto italiano di difendere qualcuno semplicemente “perché vicino” in un editoriale che lascia di stucco per arrampicata verticale rivenduta con forgia intellettuale (qui). Come dice bene Alessandro:

Possiamo fare infinite elucubrazioni sulla crisi del giornalismo e dei suoi modelli di business. Ma se non ripartiamo dai fondamentali – cioè dall’onestà intellettuale, dal non mischiare le carte per darsi ragione quando si ha torto – non andremo mai da nessuna parte. Arrampicarsi sugli specchi per difenderci tra compagni di merende è il contrario della credibilità, della ‘reliability’: e in questo contrario non ci sarà mai modello di business che tenga.

Un commento

  1. Giordana

    Certamente nessuno è infallibile ma ho troppa stima di Mario Calabresi e sulla sua onestà intellettuale per pensare che si sia comportato con “leggerezza” e di parte.

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