La pubblicità e il culo femminile da macello

Un corpo femminile disteso a pancia in giù con due fette di prosciutto sul sedere. Sopra, la scritta a caratteri cubitali “I ham”. Forse servirebbe il reato di favoreggiamento culturale al femminicidio.

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34 Commenti

  1. Desideriamo informare che il Comitato di Controllo dello IAP è intervenuto sul caso segnalato da questo blog il 23 ottobre scorso, contattando prontamente l’inserzionista per evidenziare gli aspetti critici del messaggio in relazione all’articolo 10 del Codice di autodisciplina della comunicazione commerciale (www.iap.it), il quale prevede che la comunicazione commerciale debba rispettare la dignità della persona in tutte le sue forme ed espressioni, ed evitare ogni discriminazione di genere. L’azienda alimentare, sebbene abbia dissentito dall’interpretazione in chiave sessista fatta dal nostro Comitato, si è impegnata a far rimuovere l’affissione contestata.
    Segreteria IAP

  2. Ho scritto all’azienda, questa è la loro risposta … infantile e artefatta …
    L’azienda GhirardiOnestO, in merito al cartellone pubblicitario presente nel Porto Turistico di Capri, precisa che:

    L’immagine è la rappresentazione grafica di una silhouette, molto smorzata rispetto a una foto realistica.
    Ovviamente è una provocazione, ma una provocazione ironica, non volgare.

    E’ una silhouette sfumata, non un corpo vero e proprio, infatti non c’è alcun elemento fisico che indichi che si tratti di femmina anziché di maschio.
    E se fosse un uomo?

    Pertanto, la polemica “donna oggetto” è del tutto fuori luogo e pretestuosa.

    E” abbastanza evidente che il soggetto della pubblicità è il prosciutto, non la silhouette che costituisce soltanto un supporto astratto, peraltro più sottotono rispetto alle fette.

    Lo slogan “I ham” gioca sul fraintendimento linguistico con “I am”, confermando il senso ironico del messaggio pubblicitario.

    Inoltre, “I ham” è solo l’inizio della scritta, la quale prosegue al di sotto dell’immagine con “in the best restaurants of Capri”, quindi: “Io prosciutto (sono), nei migliori ristoranti di Capri”.

    L’azienda GhirardiOnestO ritiene che il cartellone pubblicitario non sia offensivo né per le donne, né per gli uomini, e invita a smorzare i toni.

    Tuttavia, per evitare ulteriori fraintendimenti, il cartellone pubblicitario verrà rimosso.

    GhirardiOnestO s.p.a.

  3. Cris

    E’ un fantasma di cannibalismo, ma i pubblicitari lo vivono come una proiezione del fantasma che ci attribuiscono a noi, pretendendo che noi lo attribuiamo alla donna. Vedi le scene della “caccia selvaggia” nei dipinti rinascimentali (mi sembra). Pretendono di arrivare alla persuasione attraverso la libertà che prendono con questo gioco di proiezioni reciproche, evidentemente qui la parola chiave è “proiezioni reciproche”, il capitalismo nella sua fase spettacolare si nutre, lui, di questo.

  4. Alex

    A proposito dei pregiudizi di genere:
    Sicuri al 100% che si tratti del sedere di una donna?
    Sicuri della relazione tra -pur squallida- pubblicità e (addirittura!) “favoreggiamento al femminicidio”?
    Basterebbe ignorarli (né attribuire addirittura relazioni o significati ulteriori!), proprio per non fare il *voluto* gioco mediatico cercato dalle discutibili iniziative da marketing rampante… :-)

  5. vero senza voler essere bacchettoni..ma il nesso tra le parti di un corpo femminile e le fette di prosciutto? come si maltrattare utilizzandolo così sbdolamente il coprpo femminile ..anche un pò di buongusto senza voler entrare nell’intio della discussione più alta ..che mediocrità

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