La novella del finanziamento pubblico ai partiti

L’analisi del giorno è su Malvino:

Nel Trecentonovelle (Franco Sacchetti, 1392) si narra di una ragazza che giunge terrorizzata alla prima notte di matrimonio, perché le è giunta voce che il marito abbia un pene enorme. Questi la tranquillizza, dicendole che non l’hanno informata a dovere. Egli ne ha due, rivela: uno è davvero enorme, come ella ha sentito dire, ma l’altro assai più piccolo, e per i primi tempi inizierà ad usare quello. Tutto fila liscio – è il caso di dire – senonché, dopo qualche tempo, la giovane moglie gli dice che si sente pronta a provare il pene più grosso, al che il marito scoppia a ridere.
Salto temporale: pare sia stato abolito il finanziamento pubblico ai partiti, che però era da intendere abolito già dal 1993, e al suo posto entri in vigore una forma di finanziamento che, almeno in parte, sempre pubblica è. Cioè, non entra in vigore subito, ma tra qualche anno. D’intanto sono all’incasso le rate dei rimborsi elettorali, che sarebbe la forma di finanziamento pubblico ai partiti che vige dall’ultima volta che era stato abolito il finanziamento pubblico ai partiti. Sbaglio o è da ridere?

5 Commenti

  1. mery

    anch’io sono contraria alla cancellazione totale dei finanziamenti,andava regolato controllato,ma non abolito,perchè poi i ricconi avranno sempre i soldi e le lobby ben felici di darglieli non solo ma sono anche capaci di cercarli e il “popolo”sarà ben contento di darglieli,invece alla sinistra no,anche i nostri figurarsi il 2xmille sarà una catastrofe per la democrazia ,ma si sa che il populismo di qualunque colore non gli ne può fregar di meno l’importante è abbattere tutto…

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