Il boss della Lombardia è un aiuto gommista

MANETTEAbita a Buccinasco in via Lecco e lavora dal gommista in via Idiomi affidato dal tribunale ai servizi sociali e quindi con metà stipendio pagato con soldi pubblici, per dire. Non è indagato (per ora) ma Rocco Barbaro è l’uomo da cui partire per leggere la nuova geografia della ‘ndrangheta in Lombardia. Dopo Carmelo Novella (ucciso nel 2008 in un bar di San Vittore Olona) e successivamente Vincenzo Zappia (coinvolto nell’inchiesta Infinito) oggi Rocco Barbaro detto u Sparitu nato a Platì il 30 giugno 1965 potrebbe essere il nuovo reggente lombardo. Rocco ha un curriculum criminale di tutto rispetto: latitante per anni (arrestato poi nel 2003 per traffico di droga) è uscito 2 anni fa dal carcere di Piacenza per tornare nella “sua” Buccinasco e assumere i gradi del capo per eredità famigliare: Rocco Barbaro, infatti, è il figlio di Francesco Barbaro Ciccio u Castanu, classe 1927, uno dei personaggi più in vista delle ‘ndirne da Platì, città  in cui è tornato il 5 febbraio dell’anno scorso con obbligo di soggiorno . Il fratello di Rocco invece, Giuseppe Barbaro è uno degli autori del primo sequestro di persona a Milano  (Giuseppe Ferrarini, il 9 luglio 1975) ed è da sempre vicino a Domenico Papalia (il fratello del potente Rocco). Ad ascoltare le parole intercettate ad Agostino Catanzariti con il compare Michele Grillo (entrambi arrestati nei giorni scorsi nell’operazione “Platino”) sembra che Rocco Barbaro abbia ottenuto le stigmate del reggente lombardo più per nobiltà parentali che una vera e propria decisione comune (“Lui è capo di tutti i capi (…) di quelli che fanno parte di queste parti” dice Cataranziti) anche se lo stesso Grillo, e sicuramente non solo lui, sembra non accettare nomine per eredità (“Capo mio non lo è! Non esiste, per me è un semplice picciotto”).

In Lombardia la ‘ndrangheta si riorganizza affidandosi al sangue e alla tradizione (come storicamente ha sempre fatto dopo gli arresti) e la geografia comincia ad assestarsi e noi non possiamo che seguirla con attenzione anche perché insieme a quelli che ci dicono che la mafia non esiste cominciano a spuntare i cretini che ci vorrebbero raccontare la ‘ndrangheta lombarda è stata decapitata.

9 Commenti

  1. Perchè non usare le avanzatissime tecnologie geospaziali e di localizzazione oltre che infinite tecnologie tenute nascoste alla maggioranza, per monitorare la malavita? Si tratta solo di definire in maniera deginitiva un quadro preciso in amibot ONU e ESA, e altre agenzie spaziali e tecnologiche. Siamo arrivati su marte.

  2. ECCO I 94 SENATORI CHE HANNO VOTATO CONTRO I TAGLI ALLE PENSIONI
    D’ORO. – I nomi

    Qualche giorno fa un fatto clamoroso ha scosso il Senato. Nella votazione sui tagli alle pensioni d’oro ai super manager pubblici il governo (che voleva difenderle) è stato battuto grazie da un emendamento di ldv e
    Lega. Sorprendentemente, la maggioranza dell’Aula si è dichiarata favorevole ad
    intervenire sul trattamento pensionistico dei burocrati di Stato che oggi godono di
    stipendi favolosi e domani avrebbero goduto di pensioni altrettanto favolose. Forse, finalmente, si sono resi conto che in un momento in cui tutti gli
    italiani vengono a grandi sacrifici togliere qualche euro a boiardi di Stato, che oggi percepiscono, come il presidente dell’lnps o
    quello di Equitalia, stipendi fino a 1.200.000 euro all’anno (pagati da noi) sarebbe stato un atto minimo di equità.

    E tuttavia, in 94 si sono battuti come leoni contro quell’emendamento e a favore del
    mantenimento delle pensioni d’oro. Tutto il Pd, ad eccezione di sette senatori che, in uno scatto di dignità hanno votato contro.
    Ad esprimersi a favore dell superpensioni dei manager pubblici troviamo, per esempio,
    figure del calibro di Anna Finocchiaro, Enzo Bianco, Maurizio Gasparri o Pietro Ichino, lo stesso che va in giro a predicare il superamento del divario tra le generazioni.

    Nessuno li ha pubblicati o diffusi, forse pensando così di occultare un dato importantissimo e imbarazzante. Noi invece
    pensiamo che gli elettori debbano sapere come si muovono i propri rappresentanti dentro il Parlamento, perché è lì, nei meandri dell’attività parlamentare, che va giudicato il loro lavoro e non sui giochetti retorici nei
    salotti tv. E’ questo,
    secondo noi, il compito di chi fa
    informazione. Di seguito
    l’elenco. Vi invitiamo a diffonderlo il più possibile

    Adamo Marilena (Pd)

    Adragna Benedetto (Pd)

    Agostini Mauro (Pd)

    Armato Teresa (Pd)

    Astore Giuseppe (Gruppo Misto)

    Baio Emanuela (Api)

    Barbolini Giuliano (Pd)

    Bassoli Fiorenza (Pd)

    Bastico Mariangela (Pd)

    Enzo Bianco (Pd)

    Biondelli Franca (Pd)

    Blazina Tamara (Pd)

    Filippo Bubbico (Pd)

    Antonello Cabras (Pd)

    Anna Maria Carloni (Pd)

    Maurizio Castro (Pdl)

    Stefano Ceccanti (Pd)

    Mario Cerutì (Pd)

    Franca Chiaromonte (Pd)

    Carlo Chiurazzi (Pd)

    Lionello Cosentino (Pd)

    Cesare Cursi (Pdl)

    Mauro Cutrufo (Pdl)

    Cristina De Luca (Terzo Polo)

    Vincenzo De Luca (Pd)

    Luigi De Sena (Pd)

    Mauro Del Vecchio (Pd)

    Silvia Della Monica (Pd)

    Roberto Della Seta (Pd)

    Ulisse Di Giacomo (Pdl)

    Di Giovan Paolo Roberto (Pd)

    Cecilia Donaggio (Pd)

    Lucio D’Ubaldo (Pd)

    Marco Filippi (Pd)

    Anna Finocchiaro (Pd)

    Anna Rita Fioroni (Pd)

    Marco Follini (Pd)

    Vittoria Franco (Pd)

    Vincenzo Galioto (Pdl)

    Guido Galperti (Pd)

    Maria Pia Garavaglia (Pd)

    Costantino Garraffa (Pd)

    Maurizio Gasparri (Pdl)

    Antonio Gentile (Pdl)

    Rita Ghedini (Pd)

    Giai Mirella (Gruppo Misto)

    Basilio Giordano (Pdl)

    Claudio Gustavino (Terzo Polo)

    Pietro Ichino (Pd)

    Cosimo Latronico (Pdl)

    Giovanni Legnini (Pd)

    Massimo Livi Bacci (Pd)

    Andrea Marcucci (Pd)

    Francesca Maria Marinaro (Pd)

    Franco Marini (Pd)

    Ignazio Marino (Pd)

    Marino Mauro Maria (Pd)

    Salvatore Mazzaracchio (Pdl)

    Vidmer Mercatali (Pd)

    Riccardo Milana (Terzo Polo)

    Francesco Monaco (Pd)

    Enrico M0rando (Pd)

    Fabrizio Morri (Pd)

    Achille Passoni (Pd)

    Carlo Pegorer (Pd)

    Flavio Pertoldi (Pd)

    Lorenzo Piccioni (Pdl)

    Leana Pignedoli (Pd)

    Roberta Pinotti (Pd)

    Beppe Pisanu (Pdl)

    Donatella Poretti (Pd)

    Raffaele Ranucci (Pd)

    Giorgio Roilo (Pd)

    Nicola Rossi (Pd)

    Antonio Rusconi (Pd)

    Gian Carlo Sangalli (Pd)

    Francesco Sanna (Pd)

    Giacomo Santini (Pdl)

    Giuseppe Saro (Pdl)

    Anna Maria Serafini (Pd)

    Achille Serra (Pd)

    Emilio Silvio Sircana (Pd)

    Albertina Soliani (Pd)

    Marco Stradiotto (Pd)

    Antonino Strano (Pdl)

    Salvatore Tomaselli (Pd)

    Giorgio Tonini (Pd)

    Achille Totaro (Pdl)

    Tiziano Treu (Pd)

    Simona Vicari (Pdl)

    Luigi Vimercati (Pd)

    Vincenzo Vita (Pd)

    Walter Vitali (Pd)

    1. purtroppo spesso questa mentalità si annida proprio nelle persone che rivestono incarichi in quelle istituzioni che dovrebbero indicare una via differente, una cultura vera di rispetto dei diritti e di uguaglianza. E non sto parlando di comportamenti di rilevanza penale, ma di atteggiamenti, che fanno o che fanno credere che passando per altre vie si possa ottenere prima e con particolari riguardi qualcosa che anche rispettando le procedure e le altre persone si sarebbe ottenuto comunque.

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