Minacciato e picchiato a Librino

Ieri mattina intorno alle 10:30 a Librino, il grande quartiere-ghetto alla periferia di Catania,  un nostro collaboratore che stava scattando delle foto al Palazzo di Cemento è stato circondato da sei uomini, minacciato con un’arma e picchiato. Gli hanno rotto un dente. Hanno fatto i nomi dei suoi familiari, su cui sembravano molto bene informati.

Luciano Bruno (un suo articolo, due anni fa, ha aperto il primo numero di questa nuova serie dei Siciliani) è di Librino e più volte ha pubblicato articoli sulla drammatica situazione di questo quartiere, abbandonato e lasciato in mano alla mafia. E’ autore fra l’altro di un pezzo teatrale di denuncia sul dramma di Librino, che è stato portato in giro in varie città d’Italia.

Invitiamo tutti alla massima solidarietà verso Luciano e alla massima attenzione e vigilanza su Librino.

Riccardo Orioles

I Siciliani

Vale la pena anche buttare un occhio ai commenti sotto l’articolo. Per farsi un’idea.

7 Commenti

  1. Pino

    Chi usa la forza capisce un solo linguaggio: l’uso della forza moltiplicata per dieci e contraria. La criminalità organizzata non potrebbe fare nulla contro la popolazione unita e in armi. È un’idea eversiva e folle, me ne rendo conto. Ma per chi adotta le tattiche della guerriglia e lo strumento della clandestinità non ci sono ostacoli. Per ogni soldato arrestato ce ne sono molti pronti a sostituirlo…

  2. Giordana

    Purtroppo non basta la singola solidarietà in questi casi, bisogna che i Poteri forti dello Stato “lavorino” seriamente per cambiare questa nostra società malata. Certo quando ti minacciano coinvolgendo anche i tuoi familiari è difficile continuare nelle denunce, e quindi è indispensabile l’intervento dello Stato, non a parole ma con decisioni serie e su tutto il territorio.

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