L’Unità e il “metodo Boffo”

Non sono d’accordo con quanto detto da Piero Pelù dal palco del concerto del 1 maggio. Non mi piace la superficialità del modo e dei contenuti e pur amando la musica di Pelù e nutrendo poca simpatia per Matteo Renzi trovo che  ci sia bisogno di risposte politiche e serie.

Però ciò che mi lascia più basito è la reazione de L’Unità che applica una controffensiva che non ha nulla del giornalismo o di politico. Prima parla (con toni tristi) di una disputa Renzi-Pelù sull’estate fiorentina (e la notizia per carità ci sarebbe ma la narrazione è quello che è) e poi si supera raccontando di un incontro tra Pelù e Gelli (inserito tra l’altro in un vhs dei Litfiba da anni) come se fosse uno scoop nascosto e soprattutto dando per scontata un’ammirazione tra i due.

Peccato che nel numero odierno si siano dimenticati di dare spiegazioni ai lettori su questa lettera che gli stessi giornalisti de L’Unità avevano scritto lanciando accuse ben più urgenti dello scufrugliamento nel passato di un rocker. Povero Gramsci.

9 Commenti

  1. adolfo treglia

    ma come puo’ uno come lei sparlare de L?unità, dei suoi giuornalisti e sorattutto di Gramsci del quale non conosce neanche una pagina? abbia il pudore di tacere

  2. Nicholas Wieland

    Certo che per parlare di “carriera pseudoartistica” di Pelu ce ne vuole di fantasia: significa essersi persi la musica italiana degli ultimi 30 anni. La new wave italiana e’ Litfiba, Diaframma e CCCP, gruppi underground che certamente non hanno avuto appoggi politici. I soli Litfiba con Desaparecido e 17 Re possono dare lezioni a pressoche’ tutti i gruppi italiani odierni.
    Il motivo per cui una persona decida di coprirsi di ridicolo con tali affermazioni per il semplice gusto di fare da majorette al politicante di turno mi sfugge, resta l’impressione che il PD odierno, avendo perso la totalita’ degli elettori pensanti, sia ormai composto da “diversamente forzisti”.

  3. Ricordando che era un concerto e non un comizio, a me piace e molto quanto ha detto Pelù. Io non parlerei di “superficialità”, ma di “essenzialità” nel trattare l’argomento-chiave della manifestazione di ieri (e ormai della nostra società): l’accusa di “superficialità” di solito è mossa da quei vetero-politicanti che, lungi dall’affrontare la questione, continuano in un inutile chiacchiericcio mediatico. Lasciamo quindi che gli artisti, facendosi carico della voce della gente, pongano domande ai Potenti: non è forse in parte il loro ruolo? Piuttosto dove sono queste “risposte politiche e serie”? Da alcuni lustri in qua ho visto soluzioni che hanno creato ingiustizia e disperazione, con una Sinistra pressoché assente e silenziosa. Ora siamo stanchi.

  4. no, per carità. Trovo che le opinioni comparse nella Rete siano un grosso contributo alla comprensione. La Verità non sta ne’ di qua ne’ di là. In fondo le opinioni di Pelu’ sono il pensiero di uno scoppiato, ognuno le prenda come piu’ gli fa comodo.

  5. Proprio lui parla. Dai controlli di Villa Wanda di Gelli risultarono visite di Pelu’ degli allora Litfiba. Andava in ginocchio dal Massone per perorare la sua carriera pseudoartistica? Ah, saperlo! Intanto il popolo bue che non ha memoria, applaude questo mollusco invece che prenderlo a calci in kulo… Povera italietta!

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