Sulla Spinelli che dovrebbe rinunciare

Sono d’accordo con Christian Raimo:

maxresdefault-640x420Ma soprattutto sarebbe bene realizzare come la rinuncia alla rinuncia, il passo avanti che segue il passo indietro, l’aver prima rappresentato una candidatura-civetta e poi aver rivoluto il posto lasciato a qualcun altro, costituirebbe una ferita non da poco alla faticosa credibilità raggiunta da quest’agglomerato di sinistra, l’ennesimo arcobaleno che diventerebbe nel giro di un attimo una palude brunastra. Vogliamo anche ammettere che non è facile rinunciare se si pensa di essere utili forse, fondamentali, aggreganti. E c’è da dire che Alexis Tsipras la vorrebbe vicepresidente dell’Europarlamento. Ma. Ma per quanto questa prospettiva sarebbe augurabile, mi spiace affermare che la grammatica vuole un altro verbo: questa prospettica sarebbe stata augurabile. Perché Tsipras non ha tirato fuori quest’idea due mesi fa? Perché non ha insistito con i suoi candidati perché le candidature fossero tutte reali e non di facciata? Quanta gente ha votato sapendo che Curzio Maltese sarebbe andato, in caso, a Bruxelles; e quanta gente ha votato sapendo che Moni Ovadia sarebbe rimasto, in caso, a casa sua?

È evidente a chiunque dotato di buon senso che si tratta di un caso lampante di buchi & pezze peggiori dei buchi. Tuttavia Barbara Spinelli ha dalla sua un’arma incredibile. Dire no, vadano Furfaro e Forenza. Dire no, motivando bene questo no. E diventando all’istante una leader credibile di una sinistra allo sbando. Una leader credibile e non, come la chiamano sui giornali, “la figlia di Altiero”. Ma mettiamo il caso contrario: davvero Spinelli ritiene che si debba avallare il fatto che si è costruito un progetto così molteplice per poi convergere su una candidatura personale e non su un progetto. E che non si senta sola a pensarlo. Spinelli e Tsipras questo credono? Dovrebbero – come minimo – argomentarlo per bene. Altrimenti la prossima volta quel milione e centomila persone che gli hanno dato credito, voteranno la Lista Arrosticini. E di quelli, io sono il primo.

42 Commenti

  1. A me sembra che candidarsi e poi ritirarsi sia un po’ tradire gli elettori che hanno accordato fiducia… però: piuttosto che accettare e poi essere assenteisti come molti hanno fatto nella passata legislatura è ancora peggio perché si rinuncia a far sentire la propria voce e quella del proprio Paese.

  2. La coerenza non e’ tutto,e’ necessaria la scelta migliore per tutti, io sono gia’ molto felice della presenza di moni ovadia, la coerenza esclude l’errore,invece l’errore fa parte dell’essere umano,non esageriamo per piacere ,parlando addirittura di sbando, non e’ la cosa principale se la spinelli ci vada oppure no,ma non mi sembra il caso di vedere malafede dove non c’e’ ,ia’ !!

  3. Il voto esptresso dagli elettori andrebbe rispettato, però quello che non va: è non rispettare la parola data. Cosa detta per tempo e a conoscenza anche di chi voleva votarla. Forse non andava data quella parola. Ormai è fatta e ad elezione avvenuta sarebbe il caso di rispettarla. Stimo la Spinelli e spero che sappia prendere la decisione giusta.

  4. A me sembra, e me ne dispiace, che questa vicenda stia diventando grottesca. Per tutte le ragioni che citi nella tua riflessione. Perché è inammissibile un impegno a considerare carta straccia le preferenze espresse col voto da decine di migliaia di persone (ma siamo sicuri che tutti quelli che l’hanno votata conoscessero e condividessero quell’accordo stretto, in definitiva, tra i cadidati e il loro comitato elettorale? cos’è, il passa-parola su facebook ha anch’esso valore di legge e come essa “non è lecito ignorarlo”?). Meglio ancora, Spinelli è stata/si è candidata in due collegi, secondo una deprecabile prassi fatta apposta appunto per truffare gli elettori. Adesso ci ripensa, e a qualcuno, in questo edificante quadro, sembra *questo* il problema? Che se poi, come sento autorevolmente lamentare, dal passo avanti o indietro, rispetto a queste pasticciatissime premesse, della capolista, dipende la credibilità, il radioso futuro o il miserevole naufragio dell’intero progetto… io qualche domanda me la farei sul progetto, mica su Spinelli. (“Voi non potevate offrirgli la volontà d’un altro, al quale v’eravate già obbligata”, argomenta padre Cristoforo nei Promessi Sposi nello sciogliere il voto di Lucia: nel momento in cui una accetta di candidarsi di fronte a milioni di italiani per rappresentarli in Europa, si obbliga alla loro volontà, che dovrebbe prevalere sui patti stretti con pur numerosi e appassionati militanti. È per non aver considerato questo che io considero Spinelli – di cui mi manca, tanto, la penna – inadatta a ricoprire responsabilità politiche: ma tanto quanto lei lo sono quelli che la richiamano ora a quella assurda “fedeltà”).

  5. Samantha Samantha Elia se tu in questo pd o non so in che cosa ti ci trovi auguri poi grillo ti può essere simpatico o antipatico ma è pane al pane e dovresti vedere oltre ci sono ragazzi veramente in gamba che veramente vogliono cambiare qualcosa non come la finta sinistra che questi ultimi vent’anni si è fatta gli affari propri

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