Il vitalizio ai mafiosi e la vergogna accaduta in Sicilia

Io non so se ci è capitato di leggere cosa è successo in Sicilia, dove con strane geometrie nelle giustificazioni sono riusciti a votare contro l’abolizione dei vitalizi ai condannati per reati di mafia.

hanno mosso una sfida, in questi mesi, quattordici deputati del Movimento 5 Stelle al presidente dell’Ars Giovanni Ardizzone. I deputati condannati per gravi reati come quelli associabili a rapporti con la mafia non devono più percepire il vitalizio previsto dalla legge regionale per i propri deputati, come del resto già avviene per tutti coloro che hanno commesso reati contro la pubblica amministrazione.

La proposta, sin dal primo minuto, ha ricevuto un netto rifiuto da parte del presidente dell’Ars Ardizzone e quindi accantonata per via dei voti contrari di quasi tutti i deputati regionali, ad esclusione di alcuni deputati e dell’intero gruppo dei 5 Stelle.

Lo stesso Movimento 5 Stelle si ribella e decide di pubblicare sul web i nomi dei deputati che hanno votato contro la sospensione del vitalizio ai condannati per mafia.

Ecco la lista dei deputati:

PD:  Mario Alloro, Giuseppe Arancio, Maria Cirone, Giuseppe Lupo, Bruno Marziano, Antonella Milazzo e Giovanni Panepinto.

Articolo 4: come  Luisa Lantieri, Valeria Sudano, Salvatore Cascio, Carmelo Currenti,, Lino Leanza,  Luca Sammartino, Raffaele Nicotra, Paolo Ruggirello e  Salvatore Lentini.

Per la lista Megafono: Giovanni Di Giacinto, Antonio Malafarina.

Per l’Mpa: Giuseppe Federico.

Per Forza Italia: Vincenzo Figuccia e Santi Formica.

Appartenenti al Pid-Grande Sud  Bernadette Grasso, Michele Cimino Roberto Clemente.

Dell’Udc: Nino Dina, Nicola D’Agostino, Mimmo Turano e Orazio Ragusa.

Per il “gruppo misto”: Beppe Picciolo dei Democratici riformisti e Pippo Gianni.

10 Commenti

  1. Tom

    Insomma, ennesima disinformazione grillina basata sull’equazione facilona “politico (specie se siciliano, e cmq non grillino)=mafioso”. La bufala intanto, rilanciata da Cavalli e da molti altri, e’ stata diffusa urbi et orbi nel web ingannando tanta gente (vedi i commenti e il link a Facebook). Complimenti vivissimi, eh, ottimo lavoro, altra spazzatura che gira in rete. Magari sarebbe onesto fare un post di rettifica, tipo “Ci sono cascato anche io, i grillini mi hanno ingannato e vi ho girato la loro storiella, le cose stanno diversamente”. Chissa’ se lo leggeremo.

  2. Io ho condiviso diverse cose che lei ha scritto,però adesso le devo fare un appunto . Premesso che sono sempre stata contro qualunque tipo di delinquenza o malcostume, legalizzati o no ,le chiedo : che senso ha il titolo “la vergogna tutta siciliana” ? Questo induce a pensare che solo in Sicilia succedano certe cose e lei sa che non è così ! Non bastano le notizie di tutti gli scandali al Nord Italia ? Tutta l’ Italia è nella melma e non solo il Sud. Si salvano delle isole di cui facciamo parte io, lei ed altri, che, insieme, vogliamo giustizia e libertà per tutti ! Cordiali saluti !

    1. Vero è che non solo in sicilia “regna” la mafia,ormai è dovunque. Anche se la mafia siciliana è molto antica: è nata nel XIX secolo e nel corso degli anni si è sviluppata non solo all’interno della società ma anche oltre continente. Il radicamento e la potenza di ” Cosa Nostra ” si basano sull’omertà, sulla mancanza di fiducia nello Stato, sulla percezione della debolezza di esso, sulla corruzione, sulla disponibilità di grandi capitali ottenuti grazie ad attività illecite (traffico di sostanze stupefacenti, racket, prostituzione, per esempio), sull’omicidio di chi ostacola le sue attività illegali.

    2. Quello che è successo all’ARS è molto chiaro.
      I “grillini” hanno presentato il seguente Emendamento anti-vitalizi per condannati per mafia che trovate nell’immagine sotto.
      Il presidente Ardizzone ha risposto cosi: https://www.youtube.com/watch?v=pIuq5O9hHGU
      praticamente come Forgione…
      E’ un vero peccato che presidente, deputati ed ex-deputati non conoscono le leggi siciliane e le conosco io, semplice cittadino.
      Perché basta fare una semplice ricerca e si trovo proprio la
      LEGGE 4 gennaio 2014, n.1
      nella quale:
      “ART.11 comm. 2
      L’Assemblea regionale siciliana, secondo le disposizioni del Regolamento interno, disciplina i casi di esclusione o sospensione dall’erogazione dei vitalizi, nel rispetto dei principi contenuti nell’articolo 2, comma 1, lettera n), del decreto legge 10 ottobre 2012, n. 174, convertito con modificazioni dalla legge 7 dicembre 2012, n. 213, per il periodo corrispondente alla durata dell’interdizione dai pubblici uffici e fatti salvi gli effetti della riabilitazione.”
      Link:http://www.gurs.regione.sicilia.it/Gazzette/g14-03o/g14-03o.pdf
      Di cosa vogliamo continuare dei grillini che fanno show o della paura di perdere il vitalizio!?

    3. Signora Marzano,tutto vero quello che dice e che sappiamo un pò tutti, però non dimentichiamo che i livelli più alti sono nella malapolitica che si serve della mafia per avere il potere e poi deve ricambiare il favore. E questo,purtroppo, sta succedendo in molte regioni d’ Italia, non solo in Sicilia !

  3. Caro Giulio, come sai sono agli atti del parlamento siciliano le due mozioni di sfiducia a Cuffaro quando era padrone della Sicilia e non ora che è un carcere. Tutte e due hanno come primo firmatario, Francesco Forgione, la mia firma. Non posso quindi essere accusato di accondiscendenza al cuffarusmo. Ma quello che scrivi è una bufala e se fossi stato ancora all’Ars, comparirei nella lista nera grillina. Forse questi deputati non hanno letto statuto autonomista e costituzione repubblicana che assegnano al parlamento italiano e non alle regioni potere esclusivo in materia di giustizia e pene. Qui di anche le pene a censorie come l’interdizione dai pubblici uffici che determina la decadenza o meno del vitalizio a Cuffaro. Tra l’altro la legge Severino prevede la decadenza del vitalizio per i testi di corruzione e non di mafia ma solo per le regioni e non per il parlamento. Così succederà che Cuffaro non avrà più il vitalizio siciliano per le condanne contro la PA, ma prenderà quello del senato, e così anche dell’Utri. In questo caso l’Ars non poteva votare e decidere niente! . Come vedi nella lotta alla mafia bisogna essere seri e rigorosi, sottrarrai alla propaganda e se si legge bene anche la costituzione fa bene alla politica e alla credibilità di chi sta nelle istituzioni non per fare spot ma per dare risposte serie e credibili alle domande sociali e alla ricostruzione dell’etica pubblica.

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