EXPO: dopo le tangenti vogliono anche più soldi

Fabrizio Gatti squarcia un altro velo. In Lombardia e su Milano, tra Comune e Regione, (mi raccomando) continuate pure a stare tutti zitti, eh:

I lavori per l’Expo 2015 potrebbero costarci molto più del previsto. La Mantovani spa, la società che ha realizzato la piastra su cui saranno costruiti i padiglioni dell’Esposizione universale, pretende ora 110 milioni in più rispetto al prezzo che la stessa Mantovani aveva formulato per strappare l’appalto alle concorrenti. L’impresa è ora al centro dello scandalo tangenti a Venezia per il periodo in cui era amministrata da Piergiorgio Baita, già arrestato e condannato nei mesi scorsi. La capocordata, insieme con altre imprese appartenenti all’intera lobby parlamentare dal Pdl alla Lega Coop, si era aggiudicata il contratto più grosso di Expo con l’offerta di 165 milioni, partendo da una base d’asta di 272 milioni. Un ribasso che aveva scandalizzato perfino un politico navigato come il celeste senatore Roberto Formigoni, allora governatore ciellino della Lombardia e ora imputato per la corruzione sulla sanità.

6 Commenti

  1. nel mese di aprile ho partecipato a Sesto S. Giovanni ad una riunione organizzata da Cosa Pubblica in cui hanno parlato tanti collaboratori di Di Pietro ed anche lui è intervenuto e hanno cercato di farci capire come fanno questi signori che sono molto esperti di truffa a camuffare le tangenti e cercavano di formare persone della società civile che potevano controllare con un occhio più esperto queste aste

  2. Mario

    Caro Giulio come si fa a fare un ribasso da 102 mldi euro su una base d’asta di 207, è lampante che poi ci saranno le famose varianti in corso d’opera. che ripianeranno questo ribasso.chi controlla gli appalti o è “colluso “o è un incapace il meccanismo è cosi chiaro….o mi sbaglio? a te la risposta

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