Nessuno parla di Don Mercedes Inzoli

Il 27 giugno 2014 la stampa di Crema dà una notizia-bomba… che però rimane inesplosa: dopo una prima sentenza risalente al 2012, la Congregazione per la Dottrina della Fede ha condannato in secondo grado per abusi su minori monsignor Mauro Inzoli, già presidente del Banco Alimentare e vicepresidente della Compagnia delle Opere, più volte mattatore al Meeting di Rimini nonché – si è scritto da più parti – confessore di Roberto Formigoni.
Inzoli era soprannominato «don Mercedes» perché amante del lusso e dei macchinoni, nella più pura osservanza dello stile evangelico. Se oggi tornasse tra gli uomini, lo stesso Gesù si sposterebbe in Porsche.
In rete, riferimenti a sue (presunte) molestie nei confronti di minoririsalgono almeno al 2007 e nessuno li ha mai rimossi.
Particolare importante, a Crema don Inzoli aveva fondato l’associazione «Fraternità», per anni affidataria di molti minori soggetti a tutela.

Ne parlano, per fortuna, i Wu Ming qui. Parlatene e leggetene anche voi. Vi farebbe bene.

5 Commenti

  1. Se ne è parlato dopo un lungo silenzio più di due anni fa, ma se ne dovrà riparlare. Restano due esposti che chiedono giustizia. La chiesa cattolica ha emesso la sua morbida condanna.
    Ma don Inzoli è anche un cittadino. Ci sono reati? Da quel che dice la chiesa stessa pare proprio. Allora perché i magistrati non dovrebbero indagare, tanto più dopo l’esposto del deputato Franco Bordo?
    Si fa di tutto per coprire, sedare e sopire. Quando non fa comodo la Chiesa cattolica non ha niente a che vedere con lo Stato, quando fa comodo lo Stato deve assolutamente aiutare con molti soldi la Chiesa cattolica.
    Le vittime di abusi sessuali o pedofilia restano segnate negativamente per molti anni. Sono reati gravi e le pene devono essere pesanti.

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