Cosa sta succedendo ai segretari comunali

Lui è Giuseppe Mendicino, scrittore, intellettuale e tra le altre cose anche segretario comunale. Giuseppe mi scrive:

se passa il disegno di legge Madia, in migliaia di Comuni sparirà un importante riferimento per la tutela della legalità che, specie in certe regioni, incoraggiava i dipendenti comunali a resistere a contesti corrotti o clientelari. Come in tutte le categorie ci sono stati ne hanno fatto parte buoni e cattivi, ma in generale si tratta di una categoria di dirigenti competenti e scarsamente politicizzati. Siamo l’unica categoria della PA che per progredire in carriera, dopo il duro concorso iniziale, deve superare altri 3 concorsi (per passare sopra i 3.000 abitanti, i 10.000, o 65.000) e tutti duri.
Per me e per tanti altri questa idea di abolire i segretari comunali vuol dire gettare nel cestino anni e anni di sacrifici, personali e famigliari, di studi e di lavoro per difendere la legalità, in Comuni sperduti e in contesti ambientali a volta a rischio. Siamo tutti profondamente avviliti e preoccupati. Mi domando quali saranno gli effetti dell’eliminazione di questo piccolo ma capillare filtro di legalità in migliaia di Comuni italiani. I dipendenti comunali, in tanti piccoli Comuni saranno privi di uno scudo che ha impedito tante,malefatte, come ha riconosciuto Cantone nel suo libro Operazione Penelope: “tanti segretari comunali si sono dimostrati le migliori sentinelle contro il malaffare”. E gli amministratori onesti saranno privati di un ausilio vitale per districarsi nell’intricatissima normativa amministrativa, civile e a penale del nostro Paese.

Basta sfogliare la bozza della legge:

“dei segretari comunali e provinciali: abolizione della figura; inserimento di coloro che alla data di entrata in vigore del decreto legislativo sono iscritti all’Albo dei segretari comunali e provinciali di cui all’articolo 98 del decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267, nelle fasce professionali A e B, in un’apposita sezione a esaurimento del ruolo dei dirigenti degli enti locali di cui alla lettera b), numero 3) e soppressione del relativo Albo speciale; specifica disciplina per coloro che sono iscritti nelle predette fasce professionali e sono privi di incarico; specifica disciplina, che contempli la confluenza nel suddetto ruolo unico dopo un determinato periodo di servizio, anche come funzionario, per coloro che sono iscritti al predetto Albo, nella fascia professionale C e per i vincitori di procedure concorsuali già avviate alla data di entrata in vigore della presente legge; per gli enti locali privi di figure dirigenziali, fermo restando il rispetto della vigente normativa in materia di contenimento della spesa di personale, facoltà di nominare comunque un dirigente apicale con compiti di attuazione dell’indirizzo politico, coordinamento dell’attività amministrativa e controllo della legalità dell’azione amministrativa, in luogo del segretario comunale, eventualmente attingendo nella sezione speciale; previsione, per i comuni con meno di 5.000 abitanti, nelle more del completamento dei percorsi associativi, dell’obbligo di gestire l’eventuale funzione di direzione apicale in via associata;”

A fronte di quanto stanno facendo nei confronti dei segretari comunali, con un comma subdolo e seminascosto, nel Decreto Legge 24 giugno 2014, n. 90 “Misure urgenti per la semplificazione e la trasparenza amministrativa e per l’efficienza degli uffici giudiziari” è stata inserita una norma che consente l’assunzione (diretta senza titoli di studio e senza concorso) e con la qualifica di dirigente , di fiduciari-portaborse:

Art. 11. (Disposizioni sul personale delle regioni e degli enti locali) 1. All’articolo 110 del decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267 sono apportate le seguenti modificazioni: a) il comma 1 dell’articolo è sostituito dal seguente: “1. Lo statuto può prevedere che la copertura dei posti di responsabili dei servizi o degli uffici, di qualifiche dirigenziali o di alta specializzazione, possa avvenire mediante contratto a tempo determinato. Per i posti di qualifica dirigenziale, il regolamento sull’ordinamento degli uffici e dei servizi definisce la quota degli stessi attribuibile mediante contratti a tempo determinato, comunque in misura non superiore al 30 per cento dei posti istituiti nella dotazione organica della medesima qualifica e, comunque, per almeno una unità. Fermi restando ì requisiti richiesti per la qualifica da ricoprire, gli incarichi a contratto di cui al presente comma sono conferiti previa selezione pubblica volta ad. accertare, in capo ai soggetti interessati, il possesso di comprovata esperienza pluriennale e specifica professionalità nelle materie oggetto dell’ incarico.”; b) il comma 5 è sostituito dal seguente: “Per il periodo di durata degli incarichi di cui ai commi 1 e 2, i dipendenti delle pubbliche amministrazioni sono collocati in aspettativa senza assegni, con riconoscimento dell’anzianità di servizio.”. 2. L’ articolo 19, comma 6-quater, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165 è abrogato. 3. Per la dirigenza regionale e la dirigenza professionale, tecnica ed amministrativa degli enti e delle aziende del Servizio sanitario nazionale, il limite dei posti di dotazione organica attribuibili tramite assunzioni a tempo determinato è fissato nel dieci per cento. 4. All’articolo 90 del decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267, dopo il comma 3, è aggiunto, in fine, il seguente: “3-bis. Resta fermo il divieto di effettuazione di attività gestionale anche nel caso in cui nel contratto individuale di lavoro il trattamento economico, prescindendo dal possesso del titolo di studio, è parametrato a quello dirigenziale.”. Ecco quindi come diventa, dopo la modifica del DL (a un Testo unico!) l’articolo 90 del Decreto legislativo 267 del 20000 (Testo unico enti locali). Art. 90 – Uffici di supporto agli organi di direzione politica 1. Il regolamento sull’ordinamento degli uffici e dei servizi può prevedere la costituzione di uffici posti alle dirette dipendenze del sindaco, del presidente della provincia, della giunta o degli assessori, per l’esercizio delle funzioni di indirizzo e di controllo loro attribuite dalla legge, costituiti da dipendenti dell’ente, ovvero, salvo che per gli enti dissestati o strutturalmente deficitari, da collaboratori assunti con contratto a tempo determinato, i quali, se dipendenti da una pubblica amministrazione, sono collocati in aspettativa senza assegni. 2. Al personale assunto con contratto di lavoro subordinato a tempo determinato si applica il contratto collettivo nazionale di lavoro del personale degli enti locali. 3. Con provvedimento motivato della giunta, al personale di cui al comma 2 il trattamento economico accessorio previsto dai contratti collettivi può essere sostituito da un unico emolumento comprensivo dei compensi per il lavoro straordinario, per la produttività collettiva e per la qualità della prestazione individuale. 3-bis. Resta fermo il divieto di effettuazione di attività gestionale anche nel caso in cui nel contratto individuale di lavoro il trattamento economico, prescindendo dal possesso del titolo di studio, è parametrato a quello dirigenziale. (comma così sostituito dall’art. 11, comma 4, decreto-legge n. 90 del 2014).

Sarebbe bello discuterne, almeno, poiché Raffaele Cantone e molti altri magistrati hanno già dichiarato che si rischia di fare un regalo inaspettato alla criminalità organizzata. Fare le cose per bene, ad esempio.

19 Commenti

  1. Concordo con Rosa Petitti, sulla questione della nomina da parte dei sindaci. Per viglilare sulla legittimità di atti, rilevare omissioni e non ottemperanze nella pratica amministrativa di dirigenti spesso politicizzati, non basta competenza e professionalità, è necessario che la figura del segretario comunale sia affrancata dalla politica locale

  2. UMBERTO AMBROSOLI SULLA PROPOSTA DI ABOLIRE LA FIGURA DEL SEGRETARIO COMUNALE

    A volte anche tra coloro che seguono con più attenzione le cose della Pubblica Amministrazione radicano pregiudizi e trite idee: certamente appartiene a quest’ultime l’impressione che molti hanno sulla figura del segretario comunale come ultima sopravvenienza organizzativa di una cultura estremamente “burocratica”.
    Non ho difficoltà a dire che questa impressione è invece conseguenza di un approccio idealistico, lontano dal reale e quanto mai semplificante.
    Anche per questa figura esistono, come per tutte le categorie, esempi buoni e cattivi: e nella generalità dei casi ciò dipende sempre da come ognuno intende il proprio dovere di ‘responsabilità’ e di ‘servizio’ verso la collettività.
    Durante l’ultima campagna elettorale, che in tante amministrazioni della Lombardia e dell’Italia ha portato un vento di rinnovamento, durante uno degli incontri ad Agrate Brianza, ho avuto l’occasione di conoscere Giuseppe Mendicino, Segretario Comunale. E’ lui – uno degli esempi assolutamente positivi- che mi ha introdotto alla riflessione sulla delicatezza di questo ruolo nella organizzazione della amministrazione pubblica e sulla conseguente necessità di tutelarne la professionalità all’interno dei processi di riforme istituzionali in corso nel nostro Paese.
    Voglio essere chiaro.
    Non v’è dubbio che anche questa figura può essere rinnovata, può entrare in un processo di aggiornamento: tutti gli enti pubblici, tanto più nei ruoli apicali, hanno bisogno di un approccio più manageriale. Soprattutto chi ha ruolo ( e stipendio) da dirigente, in un’epoca di spending review, dovrebbe dare di più e al tempo stesso essere messo in condizione di esprimere al meglio le proprie competenze.
    Ma non è eliminandolo che si valorizza un ruolo!
    Esprimo perciò la mia convinta adesione alla campagna di sensibilizzazione lanciata da Mendicino sulla proposta di eliminazione della figura di Segretario Comunale contenuta nel Disegno di Legge proposto dal Ministro Madia (“dei segretari comunali e provinciali: abolizione della figura; inserimento di coloro che alla data di entrata in vigore del decreto legislativo sono iscritti all’Albo dei segretari comunali e provinciali di cui all’articolo 98 del decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267, nelle fasce professionali A e B, in un’apposita sezione a esaurimento del ruolo dei dirigenti degli enti locali di cui alla lettera b), numero 3) e soppressione del relativo Albo speciale… ….. …..).
    Se pure è condivisibile l’esigenza di un rinnovamento radicale per una Amministrazione Pubblica meno burocratica e più moderna, al Governo va però indirizzato un chiaro appello affinchè il lavoro di ripensamento della figura del Segretario Comunale non provochi un vuoto di competenze tale da provocare anche l’eliminazione di quel “capillare filtro di legalità in migliaia di Comuni italiani” – come denuncia Mendicino – “che ovunque garantisce il rispetto del diritto nell’attività amministrativa e delle minoranze consiliari nell’attività politica locale”.

  3. Giuseppe Calderaro

    A margine della discussione sopra riportata e per ridurre la burocrazia mi sono permesso di lanciare una mia petizione che se può interessare vi sottopongo, lascio l’url per chi avesse la pazienza di leggerlo
    http://www.change.org/it/petizioni/al-presidente-della-repubblica-gentilissimo-presidente-le-chiediamo-di-aiutarci-a-realizzare-l-obiettivo-denominato-leggi-chiare-per-dire-basta-a-questo-modo-di-fare-le-leggi.
    Grazie e scusate l’intromissione.

  4. giordana

    Abito in un piccolo Comune, ma partecipando a qualche Consiglio comunale ci si accorge di come è tutto regolato da troppa burocrazia complessa che rende tutto poco chiaro e “snello”, quindi un po’ tutto andrebbe rivisto proprio per la trasparenza e di conseguenza con meno probabilità di controlli da super burocrati super stipendiati.

  5. Penso che occorra partire dalle prefetture per riformare seriamente. I segretari sono dipendenti statali necessari al sindaco come garanzia per la legittimità degli atti, ma non hanno nessuna responsabilità diretta, che spetta invece ai dirigenti. Se questi fossero preparati e competenti come dovrebbero non occorrerebbe la supervisione dei segretari. Sto pensando a ruota libera ma mi sembra necessaria una riforma generale di tutto il sistema della pubblica amministrazione e non di singoli pezzi.

  6. Mi scuso di aver commentato senza leggere l’articolo. Non penso che le riforme che si stanno proponendo, in generale, siano animate dal desiderio di migliorare questo Paese. Però il nostro Paese ha bisogno di riforme, eccome. E’ solo una constatazione. Le tue parole, Giuseppe Mendicino mi suscitano senso di solidarietà e mi danno fiducia. Dici “a farlo bene è un lavoro difficile”. Probabilmente se tutti lo facessero bene sarebbe anche molto più utile di quanto ci sembra oggi. Nel mio ente c’è un segretario che stimo molto e per fortuna siamo un gruppo di responsabili coeso e con molta voglia di lavorare bene. Credo che però, purtroppo, sia un privilegio: non è così dappertutto. Ma… leggendo l’articolo che ti riguarda vedo il bicchiere mezzo pieno e sorrido pensando che il “tener duro” e credere che la PA può migliorare non è un’illusione. Come sostiene Libera con don Ciotti l’importante è fare rete. Va be’ parole in libertà di un sabato mattina. Si capisce che sono un po’ stufa di quello che si vede nelle pubbliche amministrazioni? 20 anni fra ASL e comune stanno dando i loro frutti in termini di logoramento. Sono fasi che passano per fortuna. Anche grazie a questi scambi. Buon fine settimana. b

  7. Barbara, si tratta appunto di ragionare e di cercare modificare al meglio anche la figura del segretario comunale, ma se leggi la proposta di riforma (nello stesso articolo di Giulio) vedrai che c’è la pura e semplice volontà di cancellarli. Salvo i più anziani, abbiamo tutti superato 3 concorsi, dopo quello iniziale (duro come quello per accedere in magistratura) per poter lavorare in tutti i Comuni, anche i maggiori. e mentre si vuole eliminare questa figura, viene introdotta la figura dirigenziale e con accesso diretto, senza concorso, del fiduciario del Sindaco (anche questo nell’articolo). una miscela oggettivamente antilegalitaria. per questo mi sono arrivate lettere di solidarietà da Gherardo Colombo, da Davigo, da Stajano, dai pm della procura di Monza e da altri. ti assicuro che, a farlo bene, è un lavoro difficile e a volte anche rischioso. per quanto mi riguarda ti allego solo un link, significativo.
    http://www.ilcittadinomb.it/stories/Homepage/222741_concorezzo_acquaworld_si_indaga_su_societ_fideiussioni/

    Concorezzo, Acquaworld: si indaga su società fideiussioni
    http://www.ilcittadinomb.it

  8. Io lavoro in un comune da soli 6 anni ma… ho l’impressione che la figura del segretario comunale dovrebbe quantomeno essere rinnovata. E’ figlia di una cultura estremamente “burocratica”. Gli enti pubblici hanno bisogno di un approccio più manageriale. Non conosco i contenuti della riforma ma… non difenderei quel ruolo a spada tratta. Hanno stipendi da dirigenti che credo dovrebbero meglio essere valorizzati. Ripensare il ruolo è necessario, chiedendo a chi è già in servizio di formarsi per rispondere alle esigenze di una PA moderna e al passo con i tempi. E’ evidente che la preoccupazione dei segretari comunali sconta necessariamente (perchè siamo umani) di una dose di autoreferenzialità. Se vogliamo bene al nostro Paese dobbiamo avere il coraggio di pagare anche un po’ di persona i prezzi necessari per un cambiamento.

  9. A proposito di “nomine senza titoli” : Poggiani all’Agenzia Digitale. Renzi e Madia glissano sul curriculum e firmano la nomina.L’articolo di Valeria Covato http://ow.ly/zQ2FU .
    Senza parlare dell’intenzione del Governo (contenuta nel Ddl 91) di sottrarre alle Camere di Commercio la gestione del Registro delle Imprese per “accentrarlo” prima al Ministero dello Sviluppo Economico, e poi ricollocarlo presso non meglio precisate “amministrazioni competenti a livello territoriale”.
    E nessuno ne parla.

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