La merda nel lago

Un monitoraggio scientifico di Legambiente fornisce notizie non eccellenti per i laghi lombardi che non fanno una “limpida” figura. Le acque di 12 laghi italiani infatti non superano la prova inquinamento, secondo l’associaizone  scientifica i laghi Iseo, Lario, Varese, Ceresio Maggiore e Garda in Lombardia, la sponda del Maggiore in Piemonte e quella del Garda in Veneto, Bolsena, Bracciano, Albano e Vico nel Lazio e Trasimeno e Piediluco in Umbria hanno mostrato una concentrazione di batteri fecali superiori alla norma in misura tale da risultare fortemente inquinati.

Su 101 punti campionati complessivamente, ben 62 hanno mostrato una concentrazione di batteri fecali superiori alla norma, 39 in misura tale da risultare fortemente inquinati. Tra i più critici, i bacini della Lombardia, con 38 punti su 58 oltre i limiti di legge. Imputati principali delle situazioni di inquinamento si confermano le foci dei corsi d’acqua che raccolgono reflui nell’entroterra, oltre agli scarichi diretti a lago, in un quadro generale afflitto troppo spesso dall’inadeguatezza dei sistemi fognari e depurativi, senza contare la cementificazione delle coste, tra le minacce piu’ rilevanti per la qualita’ delle acque e dei territori.

Per far fronte alla situazione “urgono investimenti in infrastrutture fognarie e depurative”, osserva Legambiente. E ancora bisogna limitare l’impatto delle attivita’ agricole, come sul lago di Como, e quello delle attivita’ industriali per i quali e’ necessario un monitoraggio costante, come deve accadere per il lago Pertusillo in Basilicata. Ad aggravare la situazione, il diffuso disinteresse degli enti preposti, osserva Legambiente. Nel caso della Sicilia la mancata applicazione in oltre tredici anni delle norme a tutela delle acque interne e’ valsa alla Regione la consegna della Bandiera Nera.

(Fonte)

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