Io non voglio pagare la scuola privata ai tuoi figli. E non mi fa risparmiare.

Un post quasi definitivo di Leonardo:

School_ChoiceCiao a tutti, mi chiamo Leonardo, ho un blog, e non mi va di pagare per la privata dei vostri figli. Chi mi conosce da un po’ di tempo lo sa – è una cosa che scrivo a intervalli regolari, più o meno ogni volta che qualche lobbista o politico di area cattolica bussa al governo con la mano sul cuore e l’altra tesa.

Stavolta però mi hanno letto in tantissimi, non so neanche io perché. Scherzi di facebook. Tra i tantissimi era normale che ci fosse anche qualche lettore che non la pensa come me. Qualcuno convinto che finanziare le scuole private coi miei soldi di contribuente sia una cosa buona e giusta – se non altro perché, pensate un po’, farebbe risparmiare allo Stato un sacco.

È in effetti una storia che ho sentito spesso. Siccome l’articolo 33 della Costituzione è chiarissimo (“Enti e privati hanno il diritto di istituire scuole ed istituti di educazione, senza oneri per lo Stato”), l’unico sistema per aggirarlo è sostenere che le scuole private facciano addirittura risparmiare. Anche la recentissima letterina pubblicata su Avvenire e controfirmata da 44 parlamentari di area Pd spiega che il “sistema [delle private paritarie] costa allo stato solo 470 milioni di euro/anno [fonte?], pari a circa 450 euro/anno/alunno per la scuola dell’infanzia e primaria [fonte?], mentre lo stanziamento per le secondarie di I e di II grado è praticamente inesistente”. Siccome secondo il Ministero dell’Istruzione ogni studente costa allo stato 6000€ all’anno, il risparmio appare evidente.

Ma sarà vero?

Tanto per cominciare, mi piacerebbe sinceramente capire chi ha fatto il famoso conteggio dei 470 milioni di euro l’anno. Se è un dato vero, che problema c’è a citare la fonte? E invece nessuno la cita mai. Se la prendono con te che non sai l’aritmetica, ma non ti spiegano da dove loro hanno preso i dati. È curioso.

Ma anche volendo prendere per buono il dato dei 470 milioni di euro all’anno, qualcosa non mi torna – no, in generale non mi torna niente. È uno di quei problemi che sembrano appunto banalmente aritmetici e poi a guardarli bene non lo sono affatto. Un ente – non necessariamente una scuola – un qualsiasi ente che mi promette di farmi risparmiare se gli do dei soldi, mi lascia perplesso. Forse davvero non sono abbastanza intelligente da capire come funziona. Mi piacerebbe che qualcuno intervenisse qua sopra e me lo spiegasse. Finora non c’è riuscito nessuno, forse sono senza speranza.

Proviamo a capirci. Le scuole private esistono già. Se per assurdo scomparissero all’improvviso; se gli alunni fossero a causa di ciò costretti a iscriversi alle pubbliche, è chiaro che la spesa pubblica leviterebbe. Credo che sia appunto il caso che hanno in mente i 44 parlamentari quando parlano di un “risparmio evidente”. Ma è un caso abbastanza assurdo, no? Le scuole private esistono già, e tanti genitori ci manderanno comunque i loro figli. Che lo Stato li aiuti o no. Quale convenienza ha lo Stato ad aiutarli?

Gli studenti di queste scuole costano poco allo Stato – 5530€ in meno ad alunno, a dar retta ai vostri numeri. Sembra un bel risparmio, ma se aumentassimo il numero di posti, lo Stato risparmierebbe di più? Ne siete convinti? Io non ne sono del tutto convinto.

E se invece lo calassimo?
Partiamo da un presupposto: si tratta di scuole paritarie. Gli alunni che le frequentano dovrebbero essere in grado di sostenere gli stessi esami degli alunni che frequentano le statali. I pochi dati che abbiamo in riguardo non ci permettono di sostenere che le scuole paritarie finanziate dallo Stato offrano in media un servizio di qualità. A quanto pare per ora il servizio medio è inferiore a quello delle pubbliche – ma a parte questo: qualcuno si aspetta che le scuole paritarie costino di meno?

Da un punto di vista meramente economico non c’è nessun motivo perché ciò succeda. Anche se non è in grado di assicurare ai propri studenti un’istruzione dello stesso livello di quella delle scuole pubbliche, la scuola paritaria dovrebbe avere tutte le spese di quella pubblica. A meno di non credere alla favola del volontariato – ovvero: mi va bene se in cortile c’è un volontario che sta attento che i bambini non si ammazzino sull’altalena – ma se in classe c’è un volontario che insegna ai bambini l’inglese, non è un volontario. È un insegnante non abilitato e non pagato – oppure pagato poco e in nero. È schiavitù, al limite evasione fiscale – non volontariato. Siamo d’accordo su questo? Lo spero.

Dunque non si capisce effettivamente come possa una scuola paritaria costare ai genitori meno di una scuola pubblica. Quest’ultima, tra l’altro, facendo parte di un’enorme rete di scuole presenti in modo capillare sul territorio italiano, può ottenere diversi servizi a un prezzo di favore. Può selezionare insegnanti in tutto il territorio italiano mediante concorsi (anche se spesso non lo fa), razionalizzando una serie di risorse (mezzi di trasporto, personale non docente, cancelleria), con un’efficienza molto maggiore. È un po’ il motivo per cui la grande distribuzione può permettersi di tenere i costi più bassi di una bottega in centro. Per lo stesso motivo, ci si aspetterebbe che la scuola paritaria privata costasse al pubblico un po’ di più della scuola pubblica. E infatti è così.

Ma ad alcuni non va bene.
Vorrebbero pagarla di meno.
Vorrebbero che gliela pagassi un po’ io.

E se io smettessi di pagargliela?

Prendiamo per buoni i dati dei 44 parlamentari. Uno studente di privata costa allo Stato 470 euro? Ma se la scuola costa più o meno quanto quella pubblica (e davvero, non si capisce come potrebbe costargli di meno), questo significa che gli altri 5000 euro e rotti ce li mette il genitore. Abbiamo dunque davanti un genitore che è disponibile a sborsare 5000 euro all’anno per l’educazione di suo figlio, ma ne pretende 470 da me. Ma se smettessi di dargliene 470? Se gliene dessi soltanto, diciamo, 300? Lui toglierebbe suo figlio dalla privata paritaria? Secondo me no. Cioè, magari alcuni sì. Ma pochi. La maggior parte continuerebbe a iscriverlo alla privata, perché cosa sono in fondo i miei 470 rispetto ai suoi 5000?

Vedete come funzionano i numeri? Voi li usate per dirmi che i buoni scuola fanno risparmiare. Io vi prendo gli stessi numeri e vi dimostro che posso risparmiare ancora di più – se i buoni scuola ve li taglio a metà. Chi avrà ragione? Il dibattito è aperto.

“Prendete, per esempio, la questione del volontariato. L’istruzione di massa ha convinto il gonzo che lo stato non può – e forse neanche deve – far fronte ai bisogni essenziali dei miserabili, e che a questo può – addirittura preferibilmente deve – supplire l’attività benevolente del volontariato, che tuttavia non può farsene interamente carico, sicché necessita di un aiuto, e da chi se non dallo stato? Al gonzo si fa credere che questo si traduca comunque in un risparmio, e il gonzo, oggi, ci crede. Al gonzo d’una volta, invece, mancava il concetto di sussidiarietà: alla richiesta di denaro pubblico per fare beneficenza avrebbe drizzato le antennine, fottendosene altissimamente di poter apparire cinico, ancor meno di rivelarsi ignorante sul ruolo dei cosiddetti corpi intermedi. Il gonzo d’oggi non se lo può permettere” (Malvino)

48 commenti su “Io non voglio pagare la scuola privata ai tuoi figli. E non mi fa risparmiare.”

  1. Ti consiglio di informarti meglio e di leggere anche gli articoli qui
    http://www.agesc.it/default.asp?id=389#b433
    Io voglio poter scegliere la scuola per i miei figli e per essere precisi siamo noi genitori che paghiamo due volte la scuola per i nostri figli visto che lo stato non mi permette nemmeno di scaricare la retta nella dichiarazione dei redditi.

  2. Dimentichi che lo stato paga le scuole private due volte, direttamente e indirettamente con l’8×1000.
    Sarebbe interessante incrociare i due dati.

  3. Ciao ! Lo sai che regione Lombardia l anno scorso dava i “rimborsi” doppi x la privata ? Cioe’ x la pubblica devi presentare ise 730 ecc…e x la privata senza documentazione ma solo con una autocertificazione avevi il bonus Doppio !!!! La CGIL ha vertenze in corso !!!@ E’ vergognoso

  4. Nella pia illusione di rimanere con ciò dei bravi cristiani potete cercare di giustificare il far pagare alla collettività i vostri privilegi facendo lavoro di lobby (sporco) per ottenere leggi che dovrebbero mondare la vostra coscienza da questa aberrazione. Ricordate però che anche se legale l’incassare denaro non guodagnato rimane una violazione del settimo comandamento.

  5. Le scuole private non devono avere fondi pubblici si devono mantenere con le rette altrimenti sarebbero pubbliche cioè si manterrebbero con i contributi nostri…chi pensa sia meglio vada a farsi spennare ma la scuola pubblica è per “tutti” per fortuna e non solo per alcuni …

  6. In uno Stato laico, la scuola deve essere pubblica e laica, chi vuole mandare i suoi figli ad una scuola confessionale è liberissimo di farlo, ma lo faccia con i suoi soldi, non con quelli pubblici, perché i ragazzi devono crescere sapendo che i diritti sono uguali per tutti, non ci devono essere diritti per qualcuno e per qualcunaltro no. Si chiama democrazia e sta scritto nella Costituzione. Solo così avremo una scuola degna di questo nome!

    1. nessun vantaggio, si sono fatti un mazzo tanto, la Scuola che ho scelto per loro era molto seria e molto selettiva, in termini di metodo e di rigore, è stato un investimento sul loro futuro , complertamente ripagato

    2. Brava Rita. Io invece ho fatto la pubblica, il classico, partiti in 31 è arrivati in 19, ci siamo fatti anche noi un mazzo così. Ho proseguito laureandomi in quattro anni e due sessioni in ingegneria chimica, 110 e lode. Lavoro negli USA come dirigente. Anche il mio investimento ha ripagato. Cordialità.

    1. Si spieghi meglio signora Cavalca. Io ho pagato le tasse, da sano, anche per chi si ammalava. Pur avendo un’automobile ho contribuito con le imposte municipali a pagare i costi dei trasporti pubblici. Ho pagato i difensori d’ufficio pur avendo le risorse per pagarmi un avvocato. Mi spiega per cortesia di nuovo il suo punto?

  7. Uno paga per una vita un’assicurazione auto di cui magari, fortunatamente, non usufruirà mai. Ma poi ti serve e ti ricordi perché l”hai pagata. Mandi tuo figlio a scuola dai 3 ai 25 anni (in media). Non é detto che li manderai sempre in scuole private. Ma i tuoi pagamenti avranno dato un’istruzione assicurata a te e a chi, al contrario di te, non potrebbe permettersi una scuola privata.

    1. Rita, qui nessuno vuole vietare la privata. La Costituzione la garantisce. Altra cosa è chiedere a me i soldi per mandare i suoi figli ad una scuola di sua scelta – mentre nel pubblico mancano le risorse più elementari. Questo, per cortesia, è violate le più elementari regole del pudore. Un po’ come chi, avendo scelto di andare in clinica privata per un intervento, chiedesse di pagar meno tasse visto che non ha usufruito della sanità pubblica. Osceno questo, osceno quello.

    1. La similitudine se vuoi è più azzeccata, imho, con la sanità, dove se possibile la confusione da noi è anche peggiore. Se vuoi, ti curi in clinica privata, ma se non PUOI, per tutti ci sono gli ospedali pubblici; se sei in condizione di scegliere, buon per te, ma mica puoi pesare su tutti, compresi quelli che non possono scegliere. Se poi non mi ammalo per un anno, che faccio, chiedo indietro i soldi delle tasse?
      Comunque l’onnivoro fa una scelta alla pari del vegano, con le stesse implicazioni etiche e al limite meno consapevolezza, se non si è mai posto il “problema”. Mi sembra un esempio poco calzante.

  8. io ho mandato, per scelta, i miei figli ad una scuola privata e ho pagato di tasca mia, coerentemente, nel frattempo essendo contrubuenti, io e mio marito abbiamo ovviamente pagato le tasse, da cittadini onesti; in quelle tasse c’erano anche i contributi che non ho goduto ( per scelta) per fare studiare i miei figli , come la mettiamo allora?

    1. Legga l’articolo 33 della Costituzione. Si é già risposta da sola: lei ha scelto una scuola diversa da quella che lo Stato deve assicurare a tutti i cittadini! Noi invece non scegliamo, ci viene trattenuta una parte dei nostri contributi per finanziare una scuola privata che per legge non deve gravare sullo Stato!!!!!

    2. appunto perchè ho visto le schifezze della pubblica e l’ignavia che vi regna ho scelto una privata, ovviamente l’ho ” scelta” con tutta la cognizione di causda che ho potuto in termini di Scuola di eccellenza, la scuola dei miei figli NON è un diplomificio

    3. Paolo De Martino, dalla sua risposta irridente e pregiudiziale, che sostiene il contrario di quanto finora è stato dibattuto, evinco che non si è nemmeno dato pena di leggere i post precedenti….( io non ritengo che la Scuola privata debba essere sovvenzionata dal pubblico) ho fatto casomai notare il contrario,

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