Com’è bella Mondragone che abbraccia i Landa

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Se non ci siete stati non si riesce a raccontare ma avreste dovuto com’era bella Mondragone che abbracciava con gli occhi, con l’ascolto, con il battere di mani e con il cuore i figli di Michele Landa, che stavano seduto seminascosti tra le prime file di una sala strapiena come se all’improvviso la memoria fosse diventata davvero pop.

‘Mio padre in una scatola da scarpe’ è arrivato a Mondragone, o forse ci è tornato visto che proprio da lì nasce la storia di Michele Landa, guardia giurata prossima alla pensione con un culto per la famiglia e per la libertà. Presentare il romanzo a Mondragone non significava banalmente raccontare un libro, presentare il romanzo a Mondragone era solo il pretesto perché la città guardasse negli occhi Angela Landa e i suoi fratelli e vedere l’effetto che fa.

E l’effetto, davvero, è stato quello di una storia che si è fatta viva, presente, comune.

Io, nel mio piccolo posso solo ringraziare il lavoro meraviglioso di insegnanti, cittadini e di Libera che hanno organizzato un abbraccio così rumoroso.

Ora si riparte.

Un commento

  1. Ho avuto bisogno di alcuni giorni per metabolizzare le forti emozioni, la notte non ho dormito ferma a ripensare alla sua morte infame, a mia madre morta dentro insieme a lui, a me che ho perso un pezzo del mio cuore. Eppure come hai detto tu, Giulio , l’abbraccio è stato così forte ed intenso da darmi la forza fi continuare a lottare per la giustizia. Oggi più di ieri perché Ho capito che è voluta, gridata e pretesa da tutti, Non solo da me!

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