Don Ciotti e Catello Maresca: e se fosse una buona occasione?

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L’associazione Libera (anzi le tantissime associazioni che compongono il mondo di Libera) sono un patrimonio importante per questo Paese. E per questo Paese sono importanti anche Franco La Torre, Catello Maresca e molti altri che con Libera hanno una diversità di vedute che negli anni si è fatta sempre più consistente. Lo stesso vale per le centinaia di piccole associazioni che vengono ogni tanto accantonate per un disdicevole giochetto del “o con me o contro di me” che si addice più alle baruffe chiozzotte di petulanti bimbi dell’asilo piuttosto che ad un movimento antimafia che deve essere sempre più forte. E lo scrivo con tutta l’amicizia che mi lega a molti di Libera e anche con tutta l’amicizia che mi slega da alcuni (pochi) di loro.
Ma io credo che questo Paese abbia bisogno di tutte le forze in campo e, soprattutto, abbia bisogno di discutere apertamente, pubblicamente e intelligentemente. Il dibattito tra persone di spessore è sempre un’occasione.

Quindi sono d’accordo con Sandro Ruotolo e Isaia Sales che un pubblico dibattito tra i due, piuttosto che le querele, sia un’ottima occasione per affrontare e superare i problemi. Insieme. Appunto.

 

9 Risposte a “Don Ciotti e Catello Maresca: e se fosse una buona occasione?”

  1. Giulio, tutti quelli che conosco un po’ Libera sanno che le parole di Maresca non sono del tutto infondate. E mi dispiace molto che Don Ciotti le abbia, senza neanche leggere tutta l’intervista, le abbia subito etichettate come calunniose e come “l’ennesimo attacco all’antimafia”.
    C’è bisogno che voi intellettuali, attenti alle vicende riguardanti la mafia e l’antimafia, come prontamente fatto da Ruotolo e Sales, vi facciate sentire prima che il mondo bellissimo di Libera rischi di implodere.
    Libera ha una responsabilità enorme nei confronti dell’antimafia tutta e di miglia e migliai di ragazzi che credono in un Paese migliore, ma non per questo si devono nascondere i problemi sotto al tappeto.

  2. Condivido Giulio … dialogo e non querele che servono solo a chi non ha (più) argomenti logici, etici e morali e si affida alla freddezza della norma … Saluti

  3. Ripeto, non mi ero accorta, come volontaria di Libera, di aver acquisito l’attrezzatura mentale dell’organizzazione criminale e quasi divento mafiosa pure io!!! Ascolta catello, quanto ti ha pagato panorama per le stronzate che dici???

  4. Anch’io credo che un confronto pubblico tra i due sia più utile delle querele e correggere il tiro se nel movimento c’è qualcosa che non va nel modo giusto.Ho sempre condiviso il lavoro di Libera e i fatti degli ultimi giorni mi amareggiano molto.

  5. Ok il confronto. Ma credo, per quel poco che ho seguito la vicenda, che se un magistrato conosce situazioni poco chiare (e ce ne saranno sicuramente) deve fare denunce precise o indagini, non accuse generiche che rischiano solo di delegittimare un’associazione che nel complesso fa un lavoro straordinario.

    1. tu magistrato non puoi dire: “Registro e osservo che associazioni nate per combattere la mafia hanno acquisito l’attrezzatura mentale dell’organizzazione criminale e tendono a farsi mafiose loro stesse”

    2. affermazioni così, un tanto al chilo

  6. e sarebbe decisamente utile che si confrontino senza scomuniche via lettera

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