Quel padre seduto sul marciapiede

padresulmarciapiede

 

Torino, zona Crocetta, un uomo sta seduto con un materassino sul marciapiede. Niente di sporco o vizioso: è in posizione yoga ed è vestito elegante, solo un piumino per quando si fa freddo. Si chiama Stefano, ha 37 anni ed è sprofondato nel solito burrone di una brutta depressione. Poi si è ripreso, ha cambiato lavoro e si è separato. Non mendica, Stefano, sul marciapiede. Non chiede solidarietà, anche se la solidarietà arriva con chi ormai ci passa regolarmente, lì dal padre seduto sul marciapiede, per bersi un caffè e farsi una chiacchierata. Dentro quel palazzo piantato sul marciapiede Stefano ha la figlia e la sua ex moglie. Una separazione come tante in cui i telefoni smettono di squillare e ci si parla solo per avvocati e le liti poi ricadono sui figli. E la figlia di Stefano, che un giudice ha detto che deve stare con il padre ogni due settimane, si ritrova nella morsa dei litigi e alla fine quei giorni “stabiliti per legge” non sono stati rispettati.

Lui, Stefano, non fa la guerra. Ha vissuto il buio e figurati se è disposto ancora ad entrare nel cunicolo della rabbia. E allora rimane lì. «Per fare sentire a mia figlia che comunque io sono vicino», dice. E l’ha scritto con gesso bianco, ripassato, sul marciapiede. Un padre sul marciapiede. Senza urla, senza strepiti, senza vendette. Roba da letteratura, di sabato mattina.


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43 commenti su “Quel padre seduto sul marciapiede”

  1. Caos calmo ……la storia e’ diversa ma penso a Pietro , il protagonista del libro di Veronesi , sulla
    panchina davanti alla scuola della figlia
    Pietro non combatteva battaglie legali per vedere i figli ne’ contro.la depressione
    Pietro combatteva contro la morte : battaglia meno dolorosa

    1. successo a mio cugino con la sua ex…. non li vede da quasi 10 anni e, anche se ormai maggiorenni, loro se ne fottono del padre che, comunque, ha sempre versato gli assegni ma non è mai stato interpellato di nulla….. manco un consiglio x la scuola superiore ha potuto dare….

    1. Non si può accettare la separazione da un figlio, quelle sono cose da adulti… Ogni bambino ha il diritto di continuare a vivere entrambi i genitori. Se la madre non fa vedere la bimba al marito nonostante le decisioni dei giudici sbaglia ed è assolutamente da condannare. Io stimo quest’uomo.

    2. Lina Bifulco non reputo questo stare seduto fuori dalla casa un gesto d’amore. Anzi penso come ho già detto che faccia male alla bambina vedere il padre seduto lì da solo fuori dalla comune casa e anche nella relazione affettiva questo possa provocarle dei seri sensi di colpa. È lei la causa dibtutto questo. È così difgicile da capire? Io non entro nel merito dei diritti del genitore, non condivido questo gesto e meno che mai un gesto d’amore.

    3. Antonella, ma che dici? La figlia è la causa di tutto questo? Ovvio che se parti da questo folle presupposto allora partono gli scenari coi sensi di colpa… La causa semmai è la madre che non rispetta l’ordinanza del giudice!

    4. Potrebbe succedere che la figlia si senta in colpa – il padre è lì per lei, che non può raggiungerlo perché non può superare l’autorità della madre.

      Potrebbe succedere che la figlia senta di doversi difendere, dopo tutta quella colpa percepita – che demolisca le due figure genitoriali, se ne affranchi tanto da annullarle, pur di uscirne integra.

      Potrebbe succedere benissimo, provate a immaginare. Antonella non dice nulla di stravagante. Può avere ragione, ad altri è successo.

    5. Soprattutto potrebbe succedere che, trattandosi delle loro vite, io non mi senta così pronto a giudicarle come largamente succede.

      Faccio già fatica a indirizzare le mie azioni – figuriamoci quelle altrui.

    6. Scusa Fabio Marazzi forse non hai ben letto quello che ho scritto. Io ho detto che questo gesto estremo del padre può portare la bambina a pensare che sia lei, la responsabile di tutto questo. Non ho detto che è lei. Le farà male tutto questo. Il padre deve fare valere il suo diritto a vedere la figlia per via legale o con gli assistenti, non stare li depresso davanti ad una bambina. Credo che dimostrerebbe più amore se andasse a casa sua e dai carabinieri per far valere i suoi diritti, se li ha. I bambini mon possono essere al centro del ring. Leggete bene quello che si scrive.

    7. Antonella Restelli mica tanto convinta.La bimba si chiedera´perche´ il papa´e´ li´ e sarei curiosa di sapere cosa rispondera´ la mamma. Premetto che non prendo le parti ne´dell´una ne´dell´ altra. Sono dinamiche complesse e non sta a nessuno dare giudizi. Ma forse con questa azione del padre si potra pervenire ad una soluzione per il bene di tutti e tre.

    8. È l’ultima volta che dico se c’è una sentenza si deve far rispettare e il padre deve amare tanto questa figlia da andarsene a casa. Non voglio convincere nessuno., ma penso a quella bimba dilaniata tra due genitori che la usano per farsi la guerra.

    9. Se è la mamma che non sta rispettando il diritto di visita da parte del padre allora non possiamo dire che la bimba è “dilaniata tra due genitori che la usano per farsi la guerra”. Chi fa la guerra è la madre.
      Poi, si fa presto a dire che il padre deve far rispettare la sentenza: tanto la madre non gliela fa vedere.
      Fa benissimo, il padre a stare lì. La madre dovrà rendere conto alla figlia del perché di tutto questo!

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