Su M5S, Pizzarotti e Di Maio

È un bivio importante questo per il Movimento 5 Stelle: diventare adulti significa riconoscere che la malattia della politica degli ultimi vent’anni non è tanto nella forma “partito” o “movimento” o nelle diverse sfaccettature del “leaderismo” ma soprattutto nell’etica con cui si interpreta: svestirsi della paura di assomigliare agli altri è il modo più intelligente per cogliere le “buone pratiche” e perfezionarsi cammin facendo. Quello che è marcito in “apparato” o “sistemi di potere partitici” è, se usato dal verso giusto, anche la garanzia di un meccanismo che garantisce controllo e democrazia. Perché la decisione della sospensione di Pizzarotti non è stata sottoposta alla “decisione della rete”? Perché una realtà politica che aspira (e ha i numeri) per diventare forza di governo deve incagliarsi in una baruffa da bambini dell’asilo?

(la mia analisi scritta per Fanpage è qui)


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