Cosa pensa il Financial Times della riforma costituzionale di Renzi & co.

Eccolo qui. Fatelo leggere, fatelo girare. Perché non ve ne parlerà quasi nessuno:

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84 Commenti

  1. Giovanni

    Il SI da fastidio a molti vecchioni della politica, onestamente ci saranno anche dei miglioramenti, ma già il titolo V d’assolo mi gratifica, siamo stati fermi tanto, troppo tempo, la guerra a Berllusconi, non ha prodotto che porcherie, ora lasciamoli governare e smettiamola di farci sempre del male una volta tanto
    l’uomo nero non è nascosto con l’archibugio in mano a viso coperto.

  2. Lydia

    La proposta delle modifiche sono stato già fatte durante Letta (non è di Renzi anche se lui ha provato di personalizzarle, facendo promesse che non potrà mantenere). Sono incomplete a causa di compromessi necessarie. Ho letto un libro e varie siti web, sono stato a sentire avvocati e. a. per 4 serate per comprendere bene perchè queste modifiche. Insomma cerco ad informarmi. Qui si parla su idee non verificate.
    Certo servirebberò leggi applicate e scritto meglio, certo che ci vorrebbe questo e quello. Se il meglio e il nemico del buono, figurati della sufficienza.

    La gente gentile fa fattica a dire NO, ma qui siamo proprio bravi a dirlo, per tutto, a tutti (anche al president di consiglio), in continuazione. Allora è giusto che paghiamo I senatori e non snelliamo niente (tra regione e stato per esempio 1000 ingunzioni da quando esistano le doppie responsabilità) ecc. Stiamo bene così, almeno possiamo lamentarci.

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  3. “Con tutto il dovuto rispetto, quello di cui l’Italia ha bisogno non sono più leggi, approvate più rapidamente rispetto al passato, ma meno leggi e migliori. Devono essere scritte con cura, e in realtà applicate, piuttosto che bloccate o aggirate dalla pubblica amministrazione in Italia o da interessi particolari. Le riforme sono legate ad una legge elettorale che assegnerà un bonus al partito vincente, consegnandogli una maggioranza per un periodo di cinque anni. Questa riforma, cucinata nel 2014 dal signor Renzi e da Berlusconi, è una riforma pessima.

    Nelle capitali europee si ha la sensazione che il signor Renzi meriti di essere sostenuto. Un’Italia senza guida, vulnerabile ad una crisi bancaria e alla forza anticasta del Movimento 5 Stelle, significherebbe guai. Eppure una sconfitta del signor Renzi al referendum non comporta necessariamente instabilità per l’Italia. Una vittoria, d’altra parte, potrebbe mettere a nudo il fatto che l’obiettivo tattico di Renzi di sopravvivere è stato anteposto al bisogno strategico dell’Italia di avere una democrazia sana”

  4. il FT non è contro il referendum, ritiene però che, anche se approvato, non sarà in grado di rimuovere il nostro principale ostacolo alle riforme: la frammentazione. Ritenendo però l’Italicum una riforma pessima. Ennesimo, maldestro tentativo di strumentalizzare un articolo di un quotidiano straniero a proprio uso e consumo.

  5. Nel commento del FT non c’è alcuna critica alla riforma, bensi alla prassi Italiana di varare più leggi di qualsiasi altro paese al mondo, suggerendo invece di vararne meno ma scritte meglio. Circostanza che, ovviamente, non c’entra niente con la riforma costituzionale proposta visto che parla della qualità e capacità legislativa.
    Per ultimo, imputa le difficoltà di qualsiasi governo alla elevata frammentazione dei partiti, frammentazione che è stata e continua ad essere la causa principale della nostra instabilità, e causa indiretta, aggiungo io, della mediocre capacità legislativa dei nostri governi.

    1. Mario, il FT non è contro il referendum, ritiene però che, anche se approvato, non sarà in grado di rimuovere il nostro principale ostacolo alle riforme: la frammentazione. Anche in questo caso, come vedi, c’è un maldestro tentativo di strumentalizzare un articolo di un quotidiano straniero a proprio uso e consumo.

    2. Pure se dicesse quello che vogliono che dica, ma uno può innalzare a simbolo un giornale che mesi prima era additato come espressione della volontà della grande finanza internazionale?

      È questa becera povertà culturale di una certa sinistra che a me spaventa: non hanno più alcuna capacità di leggere le dinamiche sociali, si attaccano a 4 slogan del cazzo

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