«Grillo ringrazi i bravi giornalisti» (di Marco Lillo)

(di Marco Lillo, fonte)

I buoni giornalisti, così come i buoni politici, sono utili alla democrazia. È questa la lezione che Beppe Grillo dovrebbe trarre dal caso Raggi-Marra. Invece che continuare a definirli   “morti che camminano” o  “gossippari pennivendoli” il leader del Movimento 5 stelle dovrebbe ringraziare e scusarsi con tutti quei cronisti che, a partire da quelli de L’Espresso, hanno svelato gli affari immobiliari di Raffaele Marra. Giornalisti che, come spesso accade, fanno solo il loro dovere e, come in questa storia (non sempre) si dimostrano migliori del blog di Beppe Grillo, più efficaci della Casaleggio Associati e più utili del M5s nella formazione della conoscenza e coscienza dell’opinione pubblica. Non scrivo questo commento per dire: noi giornalisti siamo meglio di Grillo e dei suoi seguaci che ci insultano.

Scrivo perché vorrei mettere in guardia i nostri lettori e i suoi elettori sul fatto che le idee di Beppe Grillo sui giornalisti sono pericolose per la democrazia e che il caso Marra-Raggi ne è la migliore cartina di tornasole.

Ora che le carte della Procura di Roma sono state in parte depositate è possibile fare chiarezza su un punto chiave di questa storia: le indagini e il successivo arresto di Marra per i 367mila euro forniti dal costruttore Sergio Scarpellini per l’acquisto della casa intestata alla moglie sono partite dopo i pezzi de L’Espresso.

Emiliano Fittipaldi pubblica il 14 settembre il primo pezzo sull’acquisto anomalo di una casa a 728mila euro mentre un appartamento identico nello stesso stabile era stato venduto a un milione e 200mila euro nello stesso periodo. Già questo sarebbe dovuto bastare a Virginia Raggi per mollare il suo dirigente ma la sindaca andò avanti e confermò Marra alla direzione del personale.

Nonostante Beppe Grillo – questo va riconosciuto al leader del M5s – la mise in guardia. Poi, il 28 ottobre, Fittipaldi pubblica il secondo pezzo nel quale ricostruisce i rapporti tra il Comune di Roma e il costruttore Fabrizio Amore, indagato per turbativa di gara. In quel pezzo descrive anche l’acquisto da parte della moglie della casa Enasarco a 375 mila euro. Ovviamente Fittipaldi non sa e non può sapere che quei soldi sono stati messi a disposizione da Scarpellini e il focus del suo articolo non è chi ha pagato ma lo sconto ottenuto da Enasarco. Dieci giorni dopo, l’8 novembre del 2016, il procuratore aggiunto Paolo Ielo incontra i dirigenti dell’ l’UIF e chiede ai segugi di Bankitalia di fargli sapere tutte le movimentazioni finanziarie di Marra. Il 30 novembre l’UIF risponde e scrive a Ielo che la casa è stata pagata con assegni circolari coperti da Scarpellini. A quel punto – dopo aver verificato che dai flussi dei conti correnti non risulta che i soldi siano stati restituiti – parte la richiesta d’arresto.

I pm mettono Marra in galera per il secondo acquisto ma ricordano nella richiesta di arresto anche il primo, nonostante sia ormai prescritto perché è del 2009. Se Marra è un virus, è evidente che in questa storia il M5s introduce il virus nella vita politica romana e la stampa lo individua e lo isola mentre la magistratura lo rimuove.

Il primo acquisto scontato mezzo milione da Scarpellini è stato scoperto dalla stampa e Virginia Raggi si è girata dall’altra parte. Il secondo acquisto, effettuato con 375mila euro di Scarpellini probabilmente è stato scoperto anche grazie alla stampa. Cosa ha da dire Beppe Grillo su questa prova della categoria dei ‘dead man walking‘?

Il punto non è se siano meglio i politici M5s o i giornalisti. Non si tratta di fare classifiche di utilità sociale o di etica pubblica. Per dire, non si conoscono giornali che abbiano rifiutato i contributi che spettavano per legge alla loro testata come il M5s ha rifiutato decine e decine di milioni di rimborsi elettorali.

Il punto è che i buoni giornalisti sono utili alla democrazia come lo sono i buoni politici. Il vecchio sistema, un po’ acciaccato dal tempo, nel quale esiste un quarto potere che controlla gli altri tre è ancora il migliore su piazza. Nonostante i conflitti di interesse degli editori, nonostante la crisi, nonostante la concorrenza del web, per scoprire che Marra non ha pagato la casa è stato più utile un giornalista di una società editoriale tradizionale, con tutti i suoi vizi e difetti, di un blogger grillino.

La colpa di Grillo in questa storia non è solo quella di avere scelto e supportato Virginia Raggi, definita da chi scrive nell’aprile scorso un candidato senza le carte in regola per guidare Roma. La colpa è anche quella di avere illuso i suoi elettori sul fatto che – per informarsi – sia meglio leggere un post sul suo blog che un articolo su L’Espresso o sul Fatto Quotidiano.

Quando abbiamo analizzato le omissioni di Virginia Raggi nelle sue comunicazioni pubbliche prescritte dalla legge Severino sia sul suo curriculum (praticantato presso lo studio di Cesare Previti) sia sui suoi incarichi (Asl di Civitavecchia), il M5s si è chiuso a riccio per difenderla.

Un esponente di spicco del M5s in quei giorni, dopo avermi garantito la sua presenza alla presentazione del mio libro ‘Il Potere dei segreti‘ a Roma, insieme a Michele Emiliano, non si presentò sostenendo che non aveva ricevuto gli sms e le mail che confermavano l’incontro. Il M5s non gradisce i giornalisti che trovano le notizie o che pongono le domande. Come ha spiegato una volta Grillo preferiscono i monologhi o le passerelle da Bruno Vespa.

Quando sul Fatto abbiamo descritto e documentato i metodi poco ortodossi con i quali Virginia Raggi ha messo nell’angolo il suo rivale alle comunarie, Marcello De Vito, ci hanno bollato come ‘gossipari’. Quando abbiamo raccontato gli scheletri negli armadi di alcuni assessori (i rapporti di Fiscon con Paola Muraro e i peccati fiscali di Paolo Berdini) non abbiamo ricevuto apprezzamenti ma solo critiche.

Dopo il primo scoop de L’Espresso su Marra, invece di spiegare le ragioni della permanenza di un simile personaggio in Campidoglio, Grillo nell’incontro di Palermo preferì insultare in coro con Julian Assange la stampa accorsa ad ascoltarlo. Avrebbe fatto meglio a rivolgere i suoi strali verso il palco. In questa storia la stampa ha fatto il suo dovere di controllo. Il M5s no.


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102 Commenti

  1. caro marco lillo , credo che lei generalizzi troppo. ma le pare che grillo si mette a offendere i bravi e onesti giornalisti? non avrebbe motivo, ma credo che non le sfugga il vero bersaglio di grillo, la carta stampata e la tv parlata a servizio del potere contro il vero cambiamento. premessi tutti i possibili errori della raggi , non si puo’ accettare il messaggio che vogliono far passare quello di una raggi collusa mentre si minimizzano le malefatte del sindaco di Milano. e non potra’ negare che è in atto una guerra di potere che vuole impedire ad ogni costo, anche con il colpo di stato ( mi creda non è esagerato) l’avanzata del M5S . vuole fatti i complimenti da grillo ? si rassegni . a proposito Franco Bechis Bis parla degli intrallazi di scarellini con il potere costituito da vent’anni e nessuno se l’è mai filato. non le sembra strano?

  2. Esistono bravi giornalisti,sottomessi dal partito al potere…La libertà di stampa in Italia è un vero rebus,siamo pressapoco fra gli ultimi paesi,sopra di noi c’è perfino la Romania.Il problema e che vale più un simbolo o una convenienza politica,che scrivere verità…Peggio della Turchia…

  3. I bravi giirnalisti ci sono ma sono pochissimi o sono sotto scorta o comunque assediati o inascoltati. Es. Gianni Barbacetto che sul caso di Sala ed Expo ` sono mesi e mesi che ne parla, denuncia, informa ma praticamente nessuno gli ha dato ascolto fino a pochi giorni fa. Il resto ..be.. stendiamo un velo pietoso. Siamo pieni di iacoboni Rondolini e Lavia. D`altra parte basta vedere quanto sono indipendenti i giornali e da chi sono controllati. Quelli indipendenti si contano sulla punta delle dita. . Considero left il manifesto ed il fatto quotidiano i più attendibili. ( le antipatie di Marco Lillo verso Grillo comunque sono note)

  4. Io non capisco proprio perché questo accanimento contro Grillo! Sempre e solo ai 5 stelle questi sermoni e grandi richieste e inchieste mediatiche spulcianti i mini difetti! Ma tutti gli altri????? Che manipolano l’informazione da decenni, facendoci raccontare frottole (per essere buoni)??????? A questi invece e ai giornalisti, fiducia e onore!!! Se siamo ridotti così: Istruzione, informazione, economia e fiducia rasentano i minimi storici, é grazie a politici corrotti e disonesti che si servono di giornalisti altrettanto corrotti e disonesti!
    Quindi benvenga Grillo e le sue sane polemiche!!!!
    Chi è sano non avrà problemi per questo atteggiamento, anzi, dovrebbe giovarne!

  5. Esponenti dei partiti ladri e cani da riporto mediatici si chiedono perché, nonostante ciò che succede a Roma, i consensi per il M5S non calino.
    Perché per noi il MoVimento è come un figlio di pochi anni a cui vogliamo bene, a volte può compiere una marachella dovuta ad inesperienza e mai per cattiveria o delinquenza, e come per un figlio vero dopo una marachella non smetti di volergli bene.
    Per cui, cari delinquenti, più feroci saranno i vostri attacchi, più noi ci stringeremo attorno al MoVimento per difenderlo e volergli ancora più bene.

  6. Una stampa cinica e mercenaria, prima o poi, creerà un pubblico ignobile.

    Joseph Pulitzer

    è miope prendersela col pubblico e sorvolare sul fatto che è dalla stampa scadente e venduta che detta i tempi dell’informazione, che parte tutto. I giornalisti seri dovrebbero prendersela con la propria stessa categoria perchè il presente è una loro creazione.

  7. Lillo????
    GDF Nardella nei guai per la casa comprata con tre maxi assegni
    Nardella nei guai per la casa comprata con tre maxi assegni
    Esposto contro Dario Nardella per una casa acquistata nel 2014. Si tratta di un appartamento in via del Paradiso che il sindaco di Firenze ha comprato insieme alla moglie Chiara Lanni dall’imprenditore Riccardo Frassineti pagato 530mila euro con tre assegni circolari: uno, riporta il Giornale, da 328mila euro emesso dal Banco di Napoli con sede in piazza del Parlamento, un altro dalla Bnl di Firenze e un terzo a favore della Banca Federico Del Vecchio (di proprietà di Banca Etruria).

    Gli assegni hanno tutti importi superiori ai limiti di segnalazione agli organi di controllo per l’antiriciclaggio e l’immobile, soggetto ai vincoli dei beni culturali, non ha ricevuto alcun diritto di prelazione dal parte del ministero. Per questo il dipendente del Comune di Firenze Alessandro Maiorano ha fatto denuncia alla Guardia di Finanza per un possibile danno erariale.

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