Il Presidente della Commissione “Scienze, tecnologie e sicurezza” della Nato? Scilipoti. Giuro.

Leggere per credere:

«Nomina prestigiosa per il Senatore, Domenico Scilipoti. L’esponente di Forza Italia sarà il vice presidente della commissione “Scienze, tecnologie e sicurezza” della Nato, ma anche  membro titolare della commissione Nato-Ucraina, che si occupa della delicata situazione nella regione del Donbass, al confine con la Russia.

Scilipoti, nato a Barcellona Pozzo di Gotto il 26 agosto del 1957, riporta il nome di Messina e della sua provincia a sessant’anni dalla nomina di Gaetano Martino a capo del comitato dei “tre saggi”, che fu formato anche dai ministri degli esteri della Norvegia e del Canada, affinchè redigessero il rapporto sui compiti dell’Alleanza Atlantica.

“Sono orgoglioso di rappresentare l’Italia in un così prestigioso palcoscenico istituzionale – ha commentato Scilipoti – La responsabilità di un incarico internazionale in un momento così delicato per gli equilibri geopolitici mi motiva molto e rende il mio impegno politico ancora più appassionato. Il nostro Paese ha già fatto tanto ma deve poter fare ancora di più nella lotta al terrorismo, portando anzi i valori cristiani a fondamento del dialogo con tutte le parti interessate. Porterò con me gli insegnamenti del popolo siciliano che ha fatto dell’accoglienza e dell’incontro tra culture, una ricetta vincente nella storia passata”.»

(fonte)


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173 commenti su “Il Presidente della Commissione “Scienze, tecnologie e sicurezza” della Nato? Scilipoti. Giuro.”

  1. Una piccola precisazione: cercando la notizia su Google viene fuori anche un rimando al sito di Scilipoti dal quale si deduce che lo stesso parlamentare abbia pubblicato la notizia della nomina. Quando si cerca di aprire il sito però non succede nulla (“il server non risponde”). Adesso compare la notizia sul Corriere della Sera (non so quali siano le fonti). La commissione parlamentare di cui fa parte non implica automaticamente una nomina ulteriore, ma conferma che il parlamentare in questione ha un ruolo nei rapporti con la NATO (non nella NATO, ma nei rapporti delle istituzioni italiane con la NATO).

  2. Scusa se invado lo spazio di Scilipoti (povera Italia!) con un argomento che non c’entra ma vorrei commentare l’articolo su Pizzarotti e, non essendo iscritta a facebook, non posso farlo su Left.
    Questa volta non sono d’accordo e ritengo davvero improprio il tuo paragone col sindaco di Livorno: nella fumosa vicenda di Pizzarotti, di chiaro ed esplicito c’e’ solo l’episodio dell’avviso di garanzia, in quanto venne stranamente chiarito subito che a Pizzarotti si contesto’ la mancata tempestiva comunicazione dello stesso, a differenza di quanto fece Nogarin.
    Chissa’ da dove nasce l’emarginazione di un giovane sindaco brillante e capace, di una vera risorsa. Il movimento e Di Maio non hanno certo fatto una figura bella e trasparente ma Pizzarotti non e’ stato da meno: basti pensare alle ore trascorse in collegamento con Mentana per lavare in pubblico miserabili panni fino a sfinire un annoiato Fassina, invitato in studio prima delle amministrative a far da tapezzeria. Il voto di Pizzarotti per Decaro, in sede ANCI, ha poi tolto qualche dubbio dimostrando che lui e’ incompatibile col movimento, al pari di tutti gli espulsi finiti tra le braccia di Renzi.
    Riguardo alla marcia indietro sugli avvisi di garanzia, io personalmente ritengo che tutte le forze politiche, invece di lavarsene le mani delegando la magistratura, dovrebbero controllare scrupolosamente caso per caso e assumersi la responsabilita’ qualora tenessero in carica degli indagati.
    Non e’ difficile controllare e verificare l’operato di un esponente politico invece di aspettare la prescrizione: si tratta solo di volonta’, la cui impunita mancanza ha causato la repulsione della gente verso la classe politica fintamente garantista ma in realta’ sguazzante in carrettate di inchieste decennali che si prescrivono.
    Spero sia d’accordo anche tu nel ritenere che il problema non e’ l’avviso di garanzia ma il tenere al proprio (?) posto contro ogni evidenza personaggi che anni dopo vengono condannati per reati gravi e cio’ nonostante continuano (dal carcere!) a tenere incarichi delicati (vedi Galan) e privilegi.
    Spero in una via di mezzo tra l’ingenuo manicheismo grillino originario e il marciume imperante in questi anni.”

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