Sono tutti uguali

Ci siamo messi in testa una cosa che non si era mai vista. Ma, si sa, a me piace così. Quando mi viene. E poiché da tempo mi dicono che il mio teatro è troppo “politico” (me lo dicono di solito i detrattori avviliti, quelli che hanno bisogno che non ci siano in giro tipi diversi dai falsi cortesi che sono) allora mi sono detto che è vero: che sono terribilmente politico in quelli che scrivo e che recito. Per scelta.

E allora ci siamo detti che in fondo sarebbe proprio una cosa mai vista che la politica entri in teatro. Senza infingimenti. E alla fine lo facciamo davvero: lo spettacolo si intitolerà “Sono tutti uguali” e in scena ci sarà anche un politico, davvero. Che tra l’altro è un amico. E una gran bella penna. Pippo Civati.

E ieri ci siamo permessi di parlarne e mostrare un’anteprima piccola piccola. Ecco: se avete voglia è tutto qui.

Sipario. Poi ne parleremo.


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