Soltanto così poteva andare a dormire tranquillo, con il senso di soddisfazione di qualcosa di iniziato e concluso.

Per Raymond Carver scrivere racconti brevi non era una scelta ma un’esigenza: non solo le giornate di lavoro lo lasciavano stremato, con poche energie, ma da un momento all’altro i suoi figli potevano iniziare a piangere, obbligandolo a interrompere quello che per lui era il suo vero lavoro, la scrittura. La forma del racconto breve gli permetteva di sedersi e, in una sola, rapida seduta serale, iniziare e finire una storia. Soltanto così poteva andare a dormire tranquillo, con il senso di soddisfazione di qualcosa di iniziato e concluso.

(è l’incipit, bellissimo, di un post di Studio qui)


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