Lo chiamano “blocco dell’immigrazione” ma in italiano sarebbe “favoreggiamento”

Si chiama Ahmad Dabbashi ma è meglio conosciuto come “Al Ammu”, che in arabo vuol dire “zio”. Guida la brigata libica “Anis Dabbashi” ed è diventato uno degli uomini più potenti – e temuti – della Tripolitania occidentale. Questo perché ha saputo riconvertire il suo ruolo di “principe degli scafisti” in “collaboratore di primo piano” del governo italiano per il blocco dei flussi migratori. A raccontare la sua storia è il Corriere della Sera oggi in edicola, che pubblica un lungo reportage a firma dell’inviato Lorenzo Cremonesi.

Il servizio di intelligence della polizia locale ci dice “che ultimamente avrebbe ricevuto almeno 5 milioni di euro dall’Italia, se non il doppio, con la piena collaborazione del premier del governo di unità nazionale riconosciuto dall’Onu, Fayez Sarraj”.

Scrive ancora il Corriere:

Il capo del clan Dabbashi però è un ricercato, per lui è difficile viaggiare, specie all’estero. Tocca allora a Yihab, il fratello giovane più fidato, fungere da negoziatore e businessman del gruppo. Sulla rete difende il buon nome dei Dabbashi, oggi li rilancia come gruppo legittimo e garante della legge. “Yihab ha trattato per conto del fratello anche l’accordo sui migranti. Abbiamo le tracce dei suoi movimenti recenti. Sappiamo che tra fine luglio e fine agosto è volato a Malta con la compagnia privata Medavia. Di recente è stato a Istanbul, in Germania e in altre due nazioni europee. Con gli agenti dei servizi italiani si è incontrato più volte in alcuni hotel di Gammarth, la costa turistica di Tunisi. Sarraj e gli italiani si sono assicurati la sua collaborazione in cambio di almeno 5 milioni di euro e la promessa che i Dabbashi ne usciranno puliti e le loro milizie saranno legalizzate”, leggono dai loro documenti i capi dell’intelligence.

(fonte)


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33 Commenti

  1. L’altra sera ho assistito a una proiezione con dibattito del film L’ordine delle cose. C’erano il regista Andrea Segre e un suo assistente libico. A un certo punto hanno detto, come fosse una cosa che sanno tutti, che i servizi anti immigrazione italiani e di altri paesi europei stanno lavorando da anni a questo accordo, dal 2012-2013: da poco dopo la condanna dell’Italia per i respingimenti del governo Berlusconi, proprio per aggirare quella condanna.
    Naturalmente non prendo niente per oro colato, ma devo dire che mi è sembrato del tutto verosimile, quasi ovvio: accordi così, in un “paese” così, certo che sono il frutto di anni di lavoro, come ho fatto a non pensarci?
    Però questo getterebbe una luce nuova su tutta la politica “dei salvataggi ” di questi anni, che ne avrebbe coperto una di segno diverso.
    Ma anche sulla decisa virata xenofoba e fascisteggiante dell’opinione pubblica, per tamponare la quale ci dicono, tra l’altro, di aver fatto questa scelta.
    Ma se questa scelta l’han fatta 5 anni fa, mi chiedo anche se questa virata non sia stata provocata e pilotata ad arte… semplicemente perché adesso questi accordi sono pronti, e occorre farli digerire anche a chi fascista non è.

  2. Ci siamo scandalizzati per anni perché i tedeschi dicevano di non sapere che cosa stava accadendo nei lager, dimostrando così d’aver nascosto la testa sotto la sabbia. Noi, oggi, non solo sappiamo, ma paghiamo anche, con le nostre tasse, i banditi perché continuino a farlo. E’ una vergogna di cui siamo tutti complici e di cui la storia ci chiederà ragione.

  3. Anche se fosse ,ne abbiamo pagati 3 per liberare quelle due cretine ,le vispe terese ..almeno sono impiegati bene ,rispetto alla scorsa estate gli sbarchi sono diminuiti dell’Ottanta per cento ,sarebbero costati molto di più’ di 5 milioni di soldi pubblici degli italiani se gli sbarchi fossero stati uguali allo scorso anno ,se qualcuno si scandalizza può sempre andare li’ e portarseli a casa propria ,ma non penso che ce ne siano…

    1. Questa storia del portarseli a casa propria ha davvero stancato. Casa mia é l’Italia e pagando le tasse finanzio pure l’attività di accoglienza che un paese civile ha l’obbligo di esercitare nei confronti di chi sogna una vita migliore. Vorrei che i miei soldi (le tasse, appunto) venissero utilizzati per creare progetti di integrazione vera e funzionante. Vorrei che i miei soldi servissero a creare le condizioni per un futuro migliore per tutti noi, credo fermamente che solo l’accoglienza e la fratellanza ci salveranno…

  4. Sinceramente penso che noi non possiamo addossarci la responsabilità di correggere tutte lo storture del mondo, quindi se si riesce a trovare un modo di convincerli a non partire e restare a lottare per migliorare le condizioni di vita nel loro paese è un bene per tutti soprattutto per loro. Non si capisce perché in Italia diventano subito consapevoli dei loro diritti ma dal loro paese scappano subito per non lottare e non parliamo di famiglie con bambini ma di gente sui vent’anni che avrebbe tutto il diritto e il dovere di migliorare le condizioni di vita a casa loro.

    1. Sempre le stesse cose dite ,non avete argomenti evidentemente ,oltre ad essere ipocriti ,io porto fatti voi solo chiacchiere inutili ,grazie a Dio ,la nostra nazione non sara’ mai in mano a gente che la pensa come voi ,siete irresponsabili ed incompetenti .

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