Bravi ragazzi. Cattive ragazze.

Ho cercato in giro qualche articolo che mettesse in fila le insinuazioni contro le ragazze americane che hanno denunciato lo stupro a Firenze, accusando i due carabinieri. L’ho trovato qui, scritto da Giulia Siviero, e vi consiglio di leggerlo con attenzione perché ci trovate tutto lo “stato di salute” della nostra stampa (ne parliamo più o meno tutti i giorni con la nostra rassegna stampa “Che stampa?“).

Come scrive giustamente Luca Sofri (qui):

«Il modo in cui molte delle maggiori testate giornalistiche hanno affrontato finora l’accusa di stupro contro due carabinieri a Firenze è sinceramente incredibile, nel 2017: è come se le pagine di denuncia contro la violenza sulle donne, contro il femminicidio, le pagine sull’equità per le donne, quelle del “Tempo delle donne” (già messe in quotidiano imbarazzo dal boccaccesco contenuto di alcune homepage degli stessi giornali) fossero state pubblicate da altre redazioni, in altri paesi, o come inserti di hobby e tempo libero. Lo stereotipo dell’integro tutore dell’ordine e quello della studentessa straniera troietta si impadroniscono di menti e tastiere».

Ma c’è di fondo anche un altro aspetto: questo Paese è completamente piegato alla cronaca nera. Da anni. Si scalda e furiosamente dibatte solo su violenze e morti ammazzati come se non avesse una classe dirigente capace di “scaldare” e scaldarsi senza almeno un morto. Ma è normale, questo?


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80 Commenti

  1. Caro Cavalli, lei coglie un punto cruciale. Far aprire i giornali sempre con la nera è un’ottima arma di distrazione di massa. Ci danno in pasto il mostro di turno e la vittima designata, in modo da farci sfogare le frustrazioni di questo tempo triste asfittico, senza ideali e senza visione. In modo da non guardare la realtà infame di questa Italia in crollo demografico, svuotata della sua gioventù, e incapace di accogliere la gioventù che arriva.
    Ci vuole un giornalismo che esca dagli schemi per raccontare tutto questo, senza cadere nel tormentone: un’estate sono i cani che mordono, ora sono gli stupri, in un appiattimento terribile. Uscire dagli schemi, raccontare la vita quotidiana degli italiani, metterebbe forse tutti davanti alle loro responsabilità. È questo che fa paura

  2. Non riuscire a controllare l’uccello rende un carabiniere facilmente ricattabile.Stupro o non stupro vanno cacciati dall’arma a calci nel sedere. Gli americani fecero cadere un governo Italiano tempo addietro,proprio per questo motivo

  3. Bisogna andarci cauti in queste vicende, questa è particolare !!! Si rischia di “difendere” i carabinieri in quanto tali, ma anche di attaccarli in quanti tali… Così come per le ragazze, che sono assicurate contro gli stupri e che se erano consenzienti ti fa pensare … senza togliere le colpe dei carabinieri in servizio !!! Insomma non mi è chiara la cosa , se è stato stupro è un conto , se no si ribalterebbe la questione

  4. Dal ratto delle Sabine alla guerra in Bosnia lo stupro è stata un arma non solo di dominio, ma anche per imporre un ruolo sociale alle donne che le vede perennemente ubbidienti e sottomesse ad un potere al maschile. In questo quadro sempre piu drammatico in Italia “punire” la studentessa oltreoceano che vive libera e senza vincoli è come esorcizzare un pessimo modello al femminile. Quindi , anche per la stampa, chi non è ubbidiente e sottomessa, non è una brava e diligente studentessa , ma una drogata, alcolizzata e squilibrata. Non dimentichiamo il precedente di Perugia, dove studenti stranieri uscivano fuori con la stessa immagine.

  5. Maria Grazia Vantadori

    Lo scoop, ben si sa, è denaro: denaro sonante. Ecco che quindi insistere sui particolari morbosi di un fatto di cronaca sollecita le fantasie più sfrenate, il voyerismo insito in molti. Più i particolari sono turpi, più si accende quella voglia pornografica di leggere per eccitare quattro neuroni lenti al ragionamento ma pronti ad attivarsi per soddisfare non confessate filie. Fatti di cronaca efferati, da sempre, affollano i nostri giornali… i gialli dell’estate per esempio. Se sono coinvolti poi bambini o vi sono alla base storie che sono connesse alla sessualità, per certa stampa, è meglio: racconteranno a puntate con particolari sempre più orrendi per fidelizzare il lettore sino alla prossima nefandezza. In assoluto disprezzo per le vittime

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