Il giusto prezzo delle donne

Il 61,5% delle donne che lavorano non vengono pagate per niente o non adeguatamente, contro il 22,9% degli uomini. Ogni giorno, una donna lavora 512 minuti contro i 453 di un suo collega mentre la disoccupazione è più alta tra le donne (12,8% contro il 10,9%) così come le persone senza lavoro scoraggiate (40,3% contro il 16,2% degli uomini). Succede in Italia, proprio qui, dove la consuetudine di banalizzare le denunce delle donne consiste sempre nell’imbrigliarle ciclicamente in questo o quello scandalo senza volere allargare lo sguardo a una situazione che no, non è da spremere nei casting cinematografici o nelle palpate di qualcuno.

Il mancato rispetto della dignità delle donne non è forse è piombato all’82 esimo posto su 144 posizioni complessive, dietro anche alla Grecia, per dire, che sta al settantottesimo posto: dal 41esimo posto in cui eravamo nel 2015, abbiamo perso 32 posizioni per quanto riguarda il gender gap, ossia la discrepanza in opportunità, status e attitudini tra i due sessi. L’anno scorso eravamo al 50esimo: in un anno, il calo è stato di ben 22 posizioni. Specificatamente parlando di salario, siamo al 126 esimo posto nel divario di genere: gli uomini insomma guadagnano più delle donne, e questa non è una novità, ma dalla ricerca emerge anche che il gentil sesso lavora di più.

In pochi sanno che da noi esiste una normativa al riguardo (il Decreto Legislativo 11 aprile 2006, n. 198 “Codice delle pari opportunità tra uomo e donna, a norma dell’articolo 6 della legge 28 novembre 2005, n. 246”) che dice: “Le aziende pubbliche e private che occupano oltre cento dipendenti sono tenute a redigere un rapporto almeno ogni due anni sulla situazione del personale maschile e femminile in ognuna delle professioni e in relazione allo stato di assunzioni, della formazione, della promozione professionale, dei livelli, dei passaggi di categoria o di qualifica, di altri fenomeni di mobilità, dell’intervento della Cassa integrazione guadagni, dei licenziamenti, dei prepensionamenti e pensionamenti, della retribuzione effettivamente corrisposta”. Qualcuno ne ha notizia? Perché, a proposito della prossima campagna elettorale, ecco qui qualcosa di cui parlare.

Buon mercoledì.

(continua su Left)

Rispondi